PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Quinto erede..

Il quinto erede
Affisse il proclama fuori
Dalla sua ultima finestra,
I commensali non corrisposero nessuno sguardo
Così
Le parole si sciolsero alla prima pioggia
E la nebbia le confuse con la terra

Tornò il baratto
A confondere le menti
Nell’ingegno di un giocoliere esperto e democratico,
Che approvvigionò tutte le fiere
Dello spettacolo di mungitura

Lo spargimento di sogni
È graticola fiorente e più efficace
Di quella antica e spenta per streghe
Ormai in pensione
Dalla cicogna bianca
E dalle sue ginestre

Sento la fine far valere i suoi diritti,
La sento prendere possesso piano
Come solo lei sa fare,
La sento manipolarmi il fegato,
Renderlo cibo succulento
Per i prossimi "se"e "ma" di turno,
Per la mie ultime domande

Credi ancora in me?

Volo in fondo al mare
Dove il vento inietta il siero delle mie ghiandole superficiali,
Dove i miei passi
S’illudono ancora di planare
Per non accettare il fatto
Di non riuscire ad
Affogare…

 

0
4 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

4 commenti:

  • Dolce Sorriso il 31/01/2009 16:42
    evvai si si
    belaaaaa
  • augusto villa il 30/01/2009 23:49
    "Sento la fine far valere i suoi diritti"... Laura... Compliments!!!
  • Anonimo il 30/01/2009 13:23
    particolare.. insolita... bella... brava laura
  • Vincenzo Capitanucci il 30/01/2009 12:36
    Ci credo sempre di più... cara Laura...

    ci pensa il Vento... con le sue onde... glup glup...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0