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non ammetto la, come concetto
non accetto il. nel terminar pensiero
la mia domanda non è espressione di un?
non affermo con l' !
accetto i : per ammirar lontano
ed il - cancello ad ogni passaggio
le " sono l'inganno
e l ' mi reca affanno
qui non desidero aprir nessuna (
anzi mi fermo e la )
e se qualche segnetto ho dimenticato
mi scuso finisco
ecco ora col. capite che sono partito

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 27/12/2013 18:42
    Mi hai fatto ricordare una mia poesia sugli accenti.

    ACCENTUAZIONE

    Chissà dov'è e perché
    dovermi scervellare
    per il corretto accento
    ch'io debba utilizzare.
    Ho preso già il caffè
    è l'ora d'andar via,
    né vedo la ragione
    se al bar debba restare
    con gli altri a chiacchierare
    d'un argomento futile
    che fonde la ragione
    anche se certo serve
    in ogni discussione.
    Io credo che convenga
    pensare a volte a sé
    piuttosto che all'accento
    dove dover posare.
    Eppur di qua e di là
    restano indifferenti
    se là porta il cappello
    e qua ne resta assente.
    Capisco che alle cinque
    il tè diventa un rito
    chiunque ormai lo fa
    lo gusta in cucinotto,
    lo beve sul sofà.
    E sì, anche per questo
    si sa che il mondo va
    e gira un po per qui
    ma spesso va per qua.
    E poi non centra se
    il tre non è accentato
    mentre sul trentatré
    va sempre evidenziato.
    Come si nota dunque
    l'accento esiste e come,
    qualcuno l'ha inventato
    forse abbastanza astuto
    sulla parola in coda
    va sempre poi posato
    a volte quello grave
    ma spesso quello acuto.

    Salvatore Armando Santoro
    (Boccheggiano 9. 9. 2012 - 15, 38)

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