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Al suono di mute note

Odo l’onda infrangersi
sulla conchiglia rapita allo scoglio
note grevi di flauto traverso
vibrate dal galoppo del maestrale
nel vuoto guscio privato di vita
risorto all’antica melodia
custodita dalla mareggiata.

Odo grida sgorgare
dai cuori rapiti all’innocenza
note acute di violino Tzigano
diffuse da bimbi sperduti
condannati da menti impazzite
a giocare tra morti smembrati
girotondi sulla terra che trema.

Odo il vento spargere
sui germogli riarsi dall’odio
armonie da un coro cantate
voci bianche che spiegan la via
alle anime grigie smarrite
nel percorrere l’umana follia
per serbare il candore dei cigni.

 

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6 commenti:

  • Andrea il 19/09/2012 17:52
    carissimo marcello, odo la musica nei tuoi versi, e assaporo il cristallino talento... complimenti sentitissimi!!!
  • Nico Iuliano il 21/03/2009 10:20
    Delicata...
  • Anonimo il 20/03/2009 19:16
    Dovremmo tornare tutti bambini, per non conoscere l'odio contro altro uomo, per capire la sofferenza dei bimbi in situazioni luttuose per l'umanità... bravò!
  • Vincenzo Capitanucci il 18/02/2009 16:02
    Splendida... voci bianche spiegan la via... risorte all'Antica melodia...
  • Anonimo il 18/02/2009 15:58
    molto belle queste metafore.. complimenti
    Aurora
  • M. Cristina Tacchini il 07/02/2009 09:34
    Onde, note di violino, germogli, voci bianche... bellissime queste metafore della speranza, bello anche il candore dei cigni. Complimenti! Ciao e buona giornata!

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