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Tra il dire e il fare

Tra loro c’è la stessa differenza
che esiste tra un impegno ed un’azione:
col primo ci si assume un’incombenza
la seconda è la sua realizzazione.

Il primo è equivalente a una promessa
di certo fatta in tutta buona fede:
la volontà che forte viene espressa
è la speranza di chi in essa crede.

Ma poi, se troppo ardua da attuare
o se ad essa non segue alcuna azione
l’altrui speranza farà trasformare
in un’assai profonda delusione.

L’assumere un impegno moderato
non genera mai grande aspettativa,
ma porta ad ottenere il risultato
d’evidenziare l’indole fattiva

di chi dimostra d’essere capace,
quella distanza grande quanto il mare,
di ricoprire quando più gli piace,
per far riunire il dire con il fare.

A quest’ultimo devi somigliare:
siano per te il realismo e la prudenza
il vero faro, il nume tutelare,
le doti di cui mai restare senza!

 

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8 commenti:

  • Giuseppe ABBAMONTE il 10/02/2009 21:15
    Con ordine:
    per Sara: grazie del commento e dell'abbraccio. Sì il tempo talvolta é davvero tiranno e costituisce una difficoltà ulteriore che si frappone tra il dire ed il fare. Sono pienamente d'accordo con te e ricambio con piacere l'abbraccio.
    Per Solo Commenti: complimenti per la citazione, bella, profonda, azzeccata, che fa riflettere. Riconosco volentieri che all'animo del poeta si adatta molto meglio la filosofia di Pasolini (e del Saracino) che non la concretezza, tipica dell'ingegnere, dell'Abbamonte. Che non cambia idea (almeno per il momento, poi chissà, solo gli stupidi nell'arco dell'esistenza non cambiano mai idea), ma che, in ogni caso, apprezza infinitamente gli spunti forniti dai suoi graditissimi commentatori e li ringrazia per questo, promettendo che... ci penserà.
    A presto
    Giuseppe
  • Solo Commenti il 10/02/2009 14:50
    "Vi siete assuefatti... ai necessari atti/che umiliano il cuore e la coscienza./Al voluto tacere, al calcolato/parlare, al denigrare senza/ odio, all'esaltare senza amore,/alla brutalità della prudenza... " P. P. Pasolini
  • sara rota il 10/02/2009 07:50
    Poesie particolare... mi è davvero stata gradita
    Tra il dire e il fare... quante cose si potrebbero realizzare, ma a volte il tempo è tiranno o se non lo è lui, lo è il pensiero...
    Un abbraccio
  • Giuseppe ABBAMONTE il 09/02/2009 21:56
    Nicola
    l'incoscienza é certamente una delle componenti più eccitanti della vita. È nel bambino che citavi nel tuo primo commento e, forse, si perde un po' nell'adulto. Forse perchè in quest'ultimo é un po' temperata dall'esperienza.
    Mi piace comunque questo tuo intervento, questo richiamo all'ingenuità ed all'incoscienza infantile (o forse anche matura. chissà, mi riprometto di rifletterci, chissà forse per un prossimo componimento.
    Che, in questo caso, non potrei non dedicarti.
    Un abbraccio
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 09/02/2009 20:57
    Giuseppe, le promesse impossibili da onorare, quando percepite come tali all'atto di prendere l'impegno, sono semplicemente delle volgari sòle (e sono queste a suscitare le vere delusioni nei destinatari). Quanto invece alle promesse sincere, noi due partiamo da punti diversi: tu dici che all'atto della promessa bisogna bene accertarsi che la stessa sia onorabile (cautela), io dico che una promessa venuta fuori in tutta sincerità (magari con un pizzico di incoscienza) va comunque onorata, in quanto è nata come onorabile. Anche a costo di far resuscitare i morti. "E ti assicuro che lo penso davvero". A presto! Nicola
  • Luca Del Bianco il 09/02/2009 19:59
    bella!
  • Giuseppe ABBAMONTE il 09/02/2009 19:20
    Nicola:
    che commento!
    Non credo di esserne degno e, men che meno, ne é degna questa modesta composizione. Ma sappi che sono fiero di aver ricevuto il tuo così aulico ed alto parere. E ti assicuro che lo penso davvero.
    La tua critica, mi sembra di capire, sia rivolta essenzialmente al fatto che, volendo tenere troppo ancorati i piedi alla terra (cosa che in effetti io suggerisco nelle mie rime) si possa dover rinunciare a volare. Meglio quindi una volontà forte anche se si propone mete irraggiungibili, che un sano realismo che ti eviti delusioni ma non consenta di aspirare a raggiungere grandi mete.
    È un punto di vista rispettabile, profondo, condivisibile. E ti confesso che non mi dispiace affatto. E mi costringe a spiegare meglio quello che in effetti forse è rimasto nella mia penna. Se le delusioni sono di chi si era posto un obiettivo impossibile per sé, nessun problema. Ma se le delusioni sono suscitate in altri, di cui si erano stimolate le aspettative, allora va meno bene. La domanda é: si ha il diritto di creare attese sapendo già dal principio che ben difficilmente saranno soddisfatte? È giusto fare promesse che é pressoché impossibile onorare?
    E la parola data, si deve mantenere, d'accordo, ma se si é preso un impegno impossibile, forse era meglio quell'impegno non prenderlo.
    Personalmente penso ci sia del vero sia in quanto ho scritto io, sia nelle obiezioni da te sollevate: obiezioni sempre graditissime e stimolanti.
    È sempre un piacere scambiare idee con te
    A presto
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 09/02/2009 19:00
    Suadente, ben articolata sintatticamente e stilisticamente, cardinalizia, letta da un leggìo tenuto pulito da tarme che non se ne cibano per timore reverenziale. Cronaca che rinuncia ad assurgere ai suoi onori per farsi storia. Ammiro la forma ma prendo le distanze dal contenuto: il dire è un bambino ed il fare è l'adulto che ha perso qualcosa di quel bambino. Per me "la volontà che forte viene espressa" è più importante di ogni profonda delusione, per cui ... permettimi una contro-esortazione: mantieni la parola data, anche la più incosciente se così è nata! Grandi occasioni mi dai Giuseppe... Ciao, Nicola
    P. S. Come non apprezzare la tua esortazione alla prudenza?

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