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dalla finestra

dalla finestra della mia dimora
una nebbiolina ovattata avvolse
ogni tragedia e ogni incanto.
la mia fugace donna andava;
invase col suo essere,
col suo odore scaldò
rubandomi ricordi e sensi.
un passante si riparò con stizza
da una pioggia che non voleva scendere;
arrendersi è morire, gocciolina cara.
lento guaiva un cane, esterefatto
quando il -padrone- lo tradì
ipocrita accasciato al suolo.
ancora due minuti
poi il miracolo è compiuto;
arcobaleno oscuro
farà sorridere i bambini:
due minuti ancora,
d' intimissima folllia.
già la nebbia s'apre, e il mondo
mangia e sogna
rabbia e orgoglio

 

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1 commenti:

  • gabriella zafferoni sala il 24/03/2009 18:14
    delizioso interscambio d'identità tra visione del movimento di vita ed incandescenza emotiva di apparente vita statica.. piccoli minimalismi visivi dai grandi effetti dentro e fuori..

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