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il mio nome fu

il mio nome fu terra furiosa,
guidai cavallerie da macello
su crinali imbiancati di nebbia.
ma che sia festa nei borghi lontani:
che le mie urla non disturbino
il sonno del giusto.
il mio nome è catena di scacchi:
scuoto e carezzo, invisibile saccente.
è il futuro che ti cerca? o è forse il mare?
dove il tutto scorre placido
e il domani è morire.
il mio nome è Amore,
il semidio ancora orfano
su sentieri privi di sole.
un canto fa preziose queste vie.
una voce giunge, da ogni oriente
piange forte e forte ride:
c' è un sangue che nutre, quaggiù
e c' è un delitto innocente

 

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7 commenti:

  • bruna lanza il 13/03/2013 15:31
    sangue versato innocente, bella la tua ode, riflessione sulla vita e i suoi tempi, guerra e pace coesistono nello stesso spazio
  • Anonimo il 22/03/2010 08:34
    Mistica, mi ricorda epoche lontane, complimenti eugeino ^_^
  • Musa Alienata Inquietante il 30/10/2009 22:58
    Amore che vaghi, sono stata disarcionata da tempo.
    Stupenda...
  • Anonimo il 14/04/2009 11:30
    Bella! Davvero!
  • Anonimo il 31/03/2009 19:43
    Molto bella, qualcosa di mistico la rende speciale.
    Bravo
  • gabriella zafferoni sala il 24/03/2009 18:21
    refuso.. preziose!
  • gabriella zafferoni sala il 24/03/2009 18:20
    un canto fa presiose queste vie.. la via dei canti aborigeni australiani, il sogno che si fa linea conduttrice tra le generazioni, che vede, ode, asseconda l'intercapedine sottile tra bene e male.. non so se ben ho interpretato, ma tra le righe si odono sapori ancestrali

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