PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Un bel ricordo de me mama

Da la altàna sora i copi
el campanièl de la ciesa
se vede drento el cielo
e co sona el batochio
el so din don ricorda
la mama che là nel blu
la sente quel botizàr
che zogia ghe portava,
e le lagreme la vede
de i fioi e de la zente
che la mancansa sente,
e a quel son ghe prega.

Sto poco parlar da to fio Giampietro.

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

16 commenti:

  • laura cuppone il 22/07/2010 15:46
    stupenda stupenda.. commovente..
    (per quel che ho capito..)

    laura
  • Anonimo il 20/01/2010 10:35
    Bella e profonda come lo sono i sentimenti verso chi si ama... Complimenti
  • Rocco Burtone il 07/07/2009 13:16
    Questa poesia è l'esempio di come i dialetti tutti diano musicalità alle parole. Non sarebbe stata la stessa cosa in italiano. Non voglio naturalmente dire che...
  • giampietro habeler il 18/03/2009 15:14
    Ringrazio sentitamente loretta margherita citarei. Aver persone accanto come te è un conforto per l'anima nel dolore e un input per la mente. Grazie ancora
  • loretta margherita citarei il 18/03/2009 14:41
    bellissima
  • Maria Carla Boccacci il 28/02/2009 21:42
    Molto toccante. La tua mamma da lassù ti è vicina.
  • Anonimo il 25/02/2009 10:55
    Grazie Giampiero per le tue preziose informazioni!
    Un saluto
    Contessa Lara
  • claudia checchi il 23/02/2009 21:27
    Molto bella quanto profonda per una perdita così importante.. Bravissimo..
    Gianpietro.. un caro saluto.. Claudia..
  • giampietro habeler il 21/02/2009 10:26
    La mia mamma si è spenta serenamente alle ore 1. 08 del giorno di natale. Non arriverò a natale.. ripeteva spesso, invece anche per una sola ora vi è giunta. Amava molto la Madonna, come d'altronde il mio papà che è morto tanti anni prima. Io e la mamma andammo circa una ventina di anni fa in pellegrinaggio alla Madonna di Castelmonte, nel santuario in Friuli a lei dedicato posto in cima ad un monte, dove avvolti e avvolto in un mistico spirito la Madonna ci confortò e mi confortò risolvendomi sicuramente problemi esistenziali. Il canto alla madonna che era tra i prediletti della mamma ed anche a me lo è tutt'ora è intitolato "Dell 'aurora".
    ( Andante - Melodia tradizionale )

    Dell'aurora tu sorgi più bella,
    coi tuoi raggi a far lieta la terra,
    e fra gli astri che il cielo rinserra,
    non v'è stella più bella di te.

    RITORNELLO da ripetere ad ogni strofa
    Bella tu sei qual sole,
    bianca più della luna,
    e le stelle, le più belle,
    non son belle al par di te. (2 volte)

    T'incoronano dodici stelle,
    ai tuoi piedi hai l'ali del vento
    e la luna si curva d'argento;
    il tuo manto ha il colore del ciel. Prosegue...

    Viene sempre cantata nel santuario della madonna dell'apparizione il giorno della ricorrenza. Grazie dell'attenzione...
  • Fernando Biondi il 18/02/2009 08:47
    molto bella e toccate, e poi il dialetto la rende molto musicale, bravissimo, ciao Fernando
  • giampietro habeler il 14/02/2009 10:12
    Ringrazio sentitamente simone per il suo intervento, che è quello di una persona preparata e qualificata. Grazie... ancora.
  • Simone Sansotta il 13/02/2009 18:17
    Molto toccante e l'uso del dialetto la rende ancor più intima e carica d'immagini.
  • giampietro habeler il 13/02/2009 16:34
    Innanzitutto ringrazio Contessa Lara per il suo inserimento e delle sue belle parole... e mi inserisco nuovamente, perchè nel precedente messaggio una telefonata di un cugino di Padova mi ha distratto e ho cliccato senza correggere il testo che stavo scrivendo ed inoltre interrompendo un discorso sulla lingua veneziana o dialetto veneziano che dir si voglia. Correzioni: prima, che si differenzia -dagli-altri dialetti/seconda: non adoddo, ma-adotto-/terzo:-imparare-al posto dell'errato inparare, ed è tutto. Continuo con la disamina del dialetto veneziano. Per scrivere prendo come riferimento il dizionario del dialetto veneziano di Giuseppe Boerio, edito nel 1856 e più volte ristampato. La terminologia fa riferimento alla vera scrittura veneziana, e ciò è una buona base, per verificare la ortografia reale ed anche la pronuncia, senza appoggiarsi al sistema artefatto in simboli per voler per istritto rappresentare la pronuncia, storpiando la scrittura del dialetto veneziano. Questa è la mia opinione, tra l'altro condivisa da persone studiose del dialetto veneziano, ma poi non prese in considerazione da varie persone, che scrivono il veneziano esprimendosi con la scrittura figurata. Un mio amico che scrive canzoni e poesie in vernacolo veneziano segue la mia stessa linea e per me è anche un punto di riferimento. Introducendo la parola vernacolo, ho toccato un tasto particolarmente delicato. Il vernacolo è ciò che il linguaggio parlato, sia del popolo che della passata nobiltà veneta introduceva ed attualmente il popolo introduce nel dialetto senza che vi sia un riscontro scritto, ad esempio aumentando la quantità di termini e parole, che nella ristampa del dizionario del Boerio, non potranno mai rientrarci. Inoltre parecchie parole e termini veneti sono entrati a far parte del dialetto veneziano parlato e bisogna andar cauti nell'usarli nella scrittura, dotta o non. Nella recensione di molti testi di canzoni veneziane ci si accorge che più di uno è scritto in un veneziano un po' "imbriagà", per cui a volte alcune parole vengono cambiate quasi istintivamente. Per ultimo, come ho già detto il dizionario del Boerio si può prendere come buon riferimento, per cui il veneziano di autori veneziani anche scrittori di commedie, dei tempi passati possono anche non essere presi come punto di riferimento. Sono un buon riferimento alcuni testi di brani musicali scritti in veneziano dal musicista Bellini, Mayr, Buzzolla ed altri. Cari SALUTI...
  • Anonimo il 13/02/2009 04:47
    Ma è fantastica!
    Mi par di sentirla cantare!
    Che belli che sono i dialetti, li amo, anche se quando cerco di parlare nel mio, in piemontese, i miei nonni credo inorridiscano...
    Un abbraccio
    Contessa Lara
  • giampietro habeler il 12/02/2009 18:24
    Sono l'autore stesso della poesia per la mia mamma e dopo aver ringraziato la persona che ha inviato il primo commento voglio solo precisare il dialetto della poesia, molto vicino al rilievo del primo commento. Il dialetto è il dialetto veneziano che si differenzia altri dialetti veneti per la sua particolare melodica musicalità, dolce e gentile. Non è facile scrivere in veneziano perchè molti si arrogano il diritto specialmente nel scriverlo di costruire delle regole artificiose. Io adoddo il metodo che bisogna scriverlo senza regole di scrittura, ed invece inparare quelle poche regole per leggerlo.
  • Rodica Vasiliu il 12/02/2009 15:24
    Per la prima volta che leggo un opera in dialetto veneto-veneziano.. Un bel ricordo della sua mamma, toccante!!
    Bravo!! R

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0