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Grazie in anticipo

Ti penso, o nera signora,
e vorrei proprio parlarti.
So che verrai prima o poi,
e non so se sentirò i tuoi passi.
Prenderai questo corpo alla fine,
questa fiamma di vita dispersa,
ti rimetterai in grembo.
Calerà la tua falce impietosa,
silenziosa, come il volo di un gufo.
Finirà questo tempo, tutto questo universo
che sta dentro i miei occhi.
Ma se potessi parlarti, guardarti,
chiederei un favore soltanto.
Se è servito a qualcosa esser giusti,
non temere il giudizio di alcuno,
che sia umano o divino.
Se c'è un senso a tutte le cose, un disegno,
io ti chiedo di esser decisa, impavida.
No, non ti tremi la mano fatale,
non lasciarmi a languire in un limbo,
in una vita non vita, a chieder pietà.
Sii veloce, feroce, e recidi quel filo.
Già da adesso potrei dirti: grazie.


Pablo 2009 - dedicata a tutti quelli che hanno sofferto prima di morire e a chi è rimasto sospeso.

 

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9 commenti:

  • Solo Aivlis il 23/06/2009 18:24
    La tua poesia racchiude perfettamente il timore che tutti noi abbiamo: la sofferenza! per questo chiediamo alla morte di essere decisa e impavida... senza pietà!!! Molto bella...
  • michela bortolotti il 20/05/2009 11:32
    Si sper sempredi non dover soffrire quando si è vicino a quel momento, ma non spetta a noi decidere.
    Certo condivido il: Sii veloce, feroce e recidi quel filo.
  • Cinzia Gargiulo il 17/04/2009 23:40
    Se si potesse scegliere anch'io chiederei un colpo netto... ma, ahimè, non è possibile scegliere.
    Tra l'altro io visto soffrire tremendamente le tre persone più care della mia vita...
    Bravo, come sempre.
    Baci...
  • antonio castaldo il 02/04/2009 20:42
    mamma mia che argomento. bhe io la penso come te... se ti raccomandi
    a qualcuno... se puoi... raccomanda anche me... che non sono ascoltato poi
    tanto da quelle parti. il testo è veramente bello... complimenti. ciao.
  • Anonimo il 17/02/2009 13:03
    dobbiamo solo capire a chi appartiene il nostro corpo. se è nostro oppure è un bene datoci in prestito di cui non abbiamo la piena disponibilità. nella visione cristiana e cattolica il nostro corpo non ci appartiene, e il dolore è un esperienza che va vissuta e accettata come la gioia o il piacere. io non so che pensare... ma chissà se l'"affidarsi" senza alcun limite non sia l'unica via per vivere fino in fondo con serenità.
  • Fabio Mancini il 16/02/2009 23:16
    Piaciuta per la tematica trattata con tatto e leggerezza. Sei sicuro che veste di nero e porta la falce? Potrebbe vestire di rosso, portare una gonna con lo spacco ed i tacchi a spillo! Pensaci un istante... Ciao, Fabio.
  • Sara Fiaschetti il 16/02/2009 22:17
    ci vuole tutta una vita per imparare a morie (diceva Seneca). È veramente necessario un esercizio continuo. A me le Lettere a Lucilio hanno aperto nuovi orizzonti. Sono d'accordo sul fatto che è meglio che sia repentina. Bella poesia. Ciao
  • Attanasio D'Agostino il 16/02/2009 19:24
    La paura nella vita
    è nascosta dalla certezza della morte,
    Bella e riflessiva
    un caro saluto da Tanà.
  • cesare righi il 16/02/2009 18:37
    decisamente il tuo stile mi piace.

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