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Balli notturni

Corpi che si muovono, gambe, braccia e gambe
arti impazziti sotto il costante palpitare di una
musica diabolica, il soprassalto del proprio io,
non lascia spazio all’indignazione, che va crogiolandosi
sotto orgasmi di invincibile voglia.

Sagome di uomini e di donne investiti da ubriachi
lampi di luce, assomigliano ad anime penitenti, in
un eterno danzare.

Tutto è marcio e tutto marcisce, i sentimenti, l’amore,
la gioia e la tristezza, fra gonne che svolazzano
e vizzi che impazzano.

Poi quando i primi bagliori dell’alba spengono ogni ombra,
la passione impura mi viene a dormire accanto.

 

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1 commenti:

  • claudia checchi il 19/02/2009 22:54
    quanta verità in questa tua poesia Camillo complimenti.. Claudia...

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