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L’uomo albero di vita

Il mio piccolo bambino
un essere psichico

un gigantesco semino

non nato
non amato
non capito
non voluto

di cui io sono
la grottesca immatura immagine

può afferrare le stelle
nelle sue grotte stellari

ruggendo ridendo in gioioso intrepido leone
fra gocce perlate di luminose rugiade

spargendole
su germogliate carni
in carmini cantanti

Aprendo
nel nostro arboreo corpo
divini pampini
con gemme pronte a primaverili schiuse in sintesi di luce

linfa è il suo sangue
scorrente

corrente in voli di voce
di cristallini ruscelli

dando alle tue pendenti radici celesti
generosi aperti acquosi frutti rigeneranti

Seminati
offerti
in dono

donati

dai grandi Giardinieri
ad arati campi di terre terrestri

la Sua celeste mano un solco in auge d’onnipotenza

fotocopia in un attimo
l’universale Amore

nutrendoci d’ampiezza le foglie

dove l’infinita luce amorevolmente si spoglia

in un nudo di foglia

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 18/02/2009 16:55
    Carissimo Vincenzo è sempre un onore leggerti e altrettanto avere una tua visita,
    ma in questa tua leggo estasiato versi così sublimi, così umani eppure così
    celestiali. Grazie Don Vincenzo per tutto e sopratutto perchè ci dai la possibilità
    di leggerti e forse migliorare. P. F.
  • Anonimo il 18/02/2009 15:38
    bellissima Vincenzo.. abbraccio teneramente quel bambino..
    Aurora
  • Anna G. Mormina il 18/02/2009 15:13
    Quanta gioia, quanta bellezza può donarci questo 'piccolo bambino' che da Dio, è sempre stato AMATO...
    ... immensa dolcezza!... ti abbraccio! :o*
  • Anonimo il 18/02/2009 13:14
    Meravigliosa.
    Scrittura impeccabile.
    Noi siamo la grottesca immatura immagine dell'essere psichico, il bambino che dimora in noi, che viaggia lontano, spazia nell'univero per toccare le stelle; il bambino che ritorna per raccontare alla nostra anima ciò che vi è oltre "l'immaginabile"...
    GRAZIE
    Contessa Lara

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