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Il mio lavoro

Torto, dalle traversie
di questo mondo infame
masticando saliva e polvere
e un incerto avvenire,
persisto sott’al peso
di un affanno inesorabile
ma anche dell’orgoglio
per non mollare.

Col capo abbassato
conto ogni sua goccia
che poco a poco
la terra asperge,
ingoio, aria riarsa
che mi prosciuga
anche il pensiero
non sol le membra.

Alla pioggia leggera
non mi sottraggo
eppur m’infradicia
fin l’ossatura,
invece d’ingiuriarla
le porgo il viso
poiché, pare benedir
con una carezza
il mio lavoro.

 

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6 commenti:

  • Cinzia Gargiulo il 17/04/2010 13:49
    Mi piace, ben scritta!
    Ciao e... a presto!...
  • Anonimo il 15/03/2009 23:14
    Certo che dopo aver sentito come è nata questa poesia, mi piace ancor di più.
    Bravissimo Massimo
    Angelica
  • Massimo Tusa il 13/03/2009 09:12
    Questa poesia è stata selezionata per l'antologia "Le strade della poesia" Book Editore. La frase finale, nasce proprio in quella circostanza, ovvero muovendo dei pesi ingombranti e gravi sotto una pioggerellina incessante che il mio amico malediceva mentre io...
    Ciao
    Max
  • Francesco Aceto il 10/03/2009 18:28
    mi piace come metti in evidenza la fatica e lo sforzo umano premiato da una gettata di pioggia pronta a rinfrescare le emozioni...
  • ANNA MARIA CONSOLO il 10/03/2009 16:18
    Ma,,, ti piace o non ti piace?
  • loretta margherita citarei il 08/03/2009 08:11
    bella

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