accedi   |   crea nuovo account

Nelle miniere dell'Io

Uno scalpello,
per raggiungere celati anfratti,
e smascherar duelli fra brigante paura e cavalier coraggio.

Un sacco di iuta,
per esiliare foglie arse da un cielo prodigo di vento ed avaro di rugiada.

Una lampada di sole,
per restituire luce a boccioli di sentimenti,
flagellati da lunghe stagioni di monsoni.

Acqua cristallina, imbizzarrita da bollicine d'amore,
per far scorrere tumultuose le emozioni.

Un sacchetto di piume colorate,
per stuzzicar le capriole della fantasia.

Un intrigo di rose rosse, di giallo tulipano, di azzurro fiordaliso,
per scorgere increduli, una mattina, il Fiore dell'Amore.

Un pane antico, invaghito di un candido latte,
per Esser bambina,
per dire che la luna è appesa ad un filo, lassù in cielo.

 

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 21/02/2009 06:55
    Non tagliamo mai... questo argentato filo... è quello dell'amorevole sogno... del viaggio mistico-spaziale...

    Molto bella... di candida luce rossa... un fiore d'Amore... in fior d'Eliseo... nato nei campi Elisi... à Paris... la ville des lumières e du moulin rouge...
  • Marcello Caloro il 20/02/2009 22:35
    Giochi di bimba, esercizi dimenticati, per continuare a sognare e serbare candidi sorrisi alle sorprese riservate dalla vita. Con gli occhi di una volta... Bella. Ciao. MArcello.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0