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ironico, grottesco, imprescindibile

Sono stufo di chiunque scriva
queste teste di cazzo
che non capiscono
il profondo egoismo della poesia
e sono convinti di poter dare al prossimo
una qualche verità,
una via,
o semplicemente dipingergli il cammino:

ora sentitemi,
chi cazzo vi ha chiesto qualcosa?
non serve a nessuno la vostra saggezza
data da un albero e quattro vagine
qualche uccellino
e il lamento delle masse

ma vi state evolvendo, vero?
vi state elevando, no?
siete migliori perchè vi sentite soli? cosi è?
non capite il mondo e questo dovrebbe darvi vanto?
non volete nulla
ma la vostra umiltà è così ambiziosa
da far vomitare un cane.

Vi piscerei in bocca
se questo non vi desse piacere
e se non facesse risvegliare la pietà delle donne:
"oh povero piccolo poeta maltrattato,
se vieni tra le mie braccia stanotte ti scopo"

quello che fanno
quasi tutti i poeti
non è altro
che esibizionismo di chi dalla realtà
non sa cogliere
la vera bellezza
e quindi la vuole adornare,
mente sempre e
facendo gli occhi dolci

il poeta veste la realtà
e vuole darcela a bere
ma non potrà mai fare altro
che scrivere il canto dei veri amanti:
"e vi sembra cosa da poco" direbbe così
questo fottuto buffone
questo abbattuto coglione (AHH anche la rima, wow).

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 04/06/2011 18:33
    Bella bella
  • Vincenzo Capitanucci il 22/02/2009 17:03
    Un piacere estatico... la poesia... una diarrea cogitativa liberatoria... alla Gaber in una gabella gabbianella da scoppio...
  • giuliano paolini il 22/02/2009 14:22
    falqui basta la parola.

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