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Un Certo Se d’un incerto Se sposo promesso in Nehè-Nénè Vahine

Certo
se non apro i miei piccoli occhietti
nel buio della luce

se non ho voglia veramente di conoscere
ed avventurarmi con tutto me stesso

in me stesso

fra le stelle arcane
delle mie profonde tenebre inconsce dell’inconscio

l’innoto ignoto sconosciuto Innominabile non sarà mai né conosciuto né conscio né
noto

Quale sconcio poi dire in “Lo conosco”
non sarò mai di Luci-a il promesso sposo in un magico Dì

meglio che non vado da Solo con i miei amici nella cattedrale barocca di Noto

ma che torni da una meravigliosa Polinesiana nell'isola partoriente Regine e Re di Huahinè in Ta-ha-a!!!!

 

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4 commenti:

  • Anna G. Mormina il 25/02/2009 21:55
    ... giusto, apriamo bene gli occhi, prima di dire “conosco”...
    ... se non si ha voglia di documentarsi, informarsi, meglio cambiare 'la rotta'!
    Piaciuta molto! :o*
  • cesare righi il 25/02/2009 14:06
    ... non so se amo più i titoli o i versi? Ah, a Noto torneremo volentieri da Soli con gli amici. pure io e mia moglie: Ciao
  • Anonimo il 25/02/2009 11:52
    La fase del risveglio dopo il sonno, la volontà e l'ardire di addentrarsi con tutto se stesso nelle profonde tenebre dell'inconscio, il tutto sapientemente espresso in un gioco di Luci-Dì. Magnifica la chiusa in cui vengono imposti dei limiti all'introspezione con l'alternativa di una bellissima e romantica fuga-ritorno alla natura...
    Piaciuta moltissimo!
    Un caro saluto
    Contessa Lara
  • Marcello Caloro il 25/02/2009 11:52
    Oserei dire sperimentale, interessanti le allitterazioni e le dissonanze. Criptica ma sonora. Piaciuta.

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