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Il fatato feto di noi stessi

Nel vuoto
in un cielo di velluto nero tempestato di lucide stelle immobili
una sfera traslucida in trasparenze nello spazio fluttua

in un dolce movimento traslatorio leggermente rotatorio

al suo interno il feto di un bimbo
magico fatato figlio che il fato risposa con se stesso
racchiuso in un sublime riposo

sulle pareti della sfera
scintillano immagini di stupendi paesaggi terrestri
montani marini silvestri abitati da dee ninfe elfi dei centauri folleti ondine

Il suo Regno

Queste immagini si riflettono sul suo corpo scivolando in carezze
creando una impressione caleidoscopica camaleontica sul suo corpicino

sorridente nella deriva della sua Lattea via

Rimarrei ore
a guardarlo
in questa luce soffusa

e sono già ore

Una luce proviene e si diffonde dall’interno dalla culla delle cose
e mi culla

Devo alzarmi
l’Alba bussa
alzarmi dalle porte scardinando me stesso
lottando ancora una volta contro la mia infinita stanchezza
che in questa visione dolcemente si trastulla

se vogliono liberarmene e renderla concretamente pubblica

in un probabile di primo mattino

un immane sforzo
in un miscuglio misto di vero Amore e d’egocentrico svogliato amore

 

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2 commenti:

  • Anna G. Mormina il 25/02/2009 22:14
    Quando si fa un bel sogno, si vorrebbe che continuasse all'infinito...
    ... bè, meno male che ti sei svegliato e che ci hai raccontato!
    Bella bella!
  • Anonimo il 25/02/2009 13:18
    Il risveglio, il rinascere ogni giorno... un immane sforzo in un mix di Amore e d'Egocentrismo, un bimbo appena nato dal sonno.
    Bellissima!
    Grazie
    Contessa Lara

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