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Al Dottor Cavallaro

Attendo trepida
stringendo in mano
il mio foglio numerato.
Entro e ti vedo
chiuso in bianco camice
e già t' interrogo dubbiosa.
Ma improvviso scopro
il tuo talento arcano:
ogni tuo paziente
non è per te un foglio numerato,
perché nei suoi occhi inquieti
ne capti la storia
e, premuroso,
ne condividi il peso.
Ad ognuno regali
il tuo verde sguardo
di prato
condito da tuo sorriso amico.

Catania, 23/02/2009

 

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2 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 26/02/2009 06:40
    Un vero Centauro... dalla conoscenza umana...

    Brava Rosarita... troppo spesso... siamo sviliti... in numeri...
  • Riccardo Brumana il 25/02/2009 21:44
    deve essere una brava persona,
    una buona poesia.

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