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Il fui, in sol minore

Attempato ormai è il tempo
di ridicoli rimorsi, restii rimpianti
e d'abbandonarsi, abbaiando, all'abbagliante oblio dei sensi:
sol son stato per anni, che parvero secoli e, forse, furono attimi.
Sol il dolo, dono d'esistenza, continuò a battermi!
Ostico ossimoro il vivace cadavere che fui...

Verbo valente inebriante arriva; mi tocca!
In acerba cervice attecchisce, s'attacca.
Vibrando notturne note di pedanti pensieri,
omaggiando ancor chi, questa mano, dotò dell'arma.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • vincent corbo il 11/12/2015 07:00
    Interessante, musicale, studiata e scolpita.

4 commenti:

  • Chirio Giocoliere del Verbo il 22/08/2009 14:05
    non dimenticare di leggere l'acrostico che è conclusivo al significato del componimento, sempre ammirevoli i tuoi commenti!
  • Anonimo il 20/08/2009 00:39
    Questa tua lirica è superba! Mi complimento sinceramente..
    Si nota la cura, la minuziosità del poetare. Il SOL ripetuto in anafora al quarto e quinto verso è una scelta stilistica ammirevole che mi ha colpita subito: in diversa funzione logico- grammaticale richiama il titolo, la tonalità di quelle note notturne che accompagnano il vivace cadavere che fu.. Belle anche le immagini
    ciao
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 28/02/2009 17:45
    troppo gentile come sempre, spero tu stia bene. un bacio.
  • Anonimo il 26/02/2009 17:30
    Complimenti ad un maestro... bravò!! mi lasci incollata fino all'ultimo verso!!!

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