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Il canto del clan-destino alla porta del Sole

Io non decido assolutamente più niente
non ho più voce in capitolo

Sono disarmato
capitolato

Decidete voi
il mio destino

se devo partire o restare
Siete voi le voci Alti sonanti
sia che parliate da sapienti o da ignoranti

Per il mio lavoro è meglio restare qui
è a Lui che sto sacrificando vita e felicità

Ma non importa
troverò sempre un luogo per appoggiare il mio capo

Un posto in un poggio del Sole

se non lo trovassi busserò ancora ad una amara porta

di morire veramente poco m’importa

 

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3 commenti:

  • Anna G. Mormina il 02/03/2009 13:53
    ... amaro canto, questo... ma perchè non proviamo mai a metterci nei 'panni' del nostro prossimo?
    È forte, è molto bella! :o*
  • Fabio Mancini il 28/02/2009 22:57
    Qui, mi piace la tua ironia... Bravo e gradevole. Fabio.
  • Nicola Saracino il 28/02/2009 22:47
    Voci altisonanti, materia trasparente, si frappongono fra me ed il poggio di sole. Vivo e vince se lavoro e se appoggio il capo. Busserò alle porte, scenderò e salirò le altrui scale. Profondissima sensibilità civile ed umana in questa poesia. Nicola

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