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La poesia infinita... terza

...
viaggiatori dello spazio
vivremo la visione di chi dimora sopra il cielo
rammentando sempre che di terra siam forgiati

uomini e genti
io e te tra loro
di appartenerne ne abbiamo coscienza

eppur così bene insieme
anche soli
siamo splendenti

oh amor mio quanto ti ho amato
e quanto ti amerò per sempre
non vorrò che sia solo necessità

ma desiderio deve restare
immenso e puro nel significato
così che possa poi venir narrato

e se il tempo
inganno della vita
vorrà abbagliare gli occhi miei

mostrandomi ciò che non può essere
diverrò cieco e
con la magia della parola ti reinventerò

per sempre resteranno le parole
e noi due seduti accanto
resteremo un attimo in riposo meritato

ripartiremo poi
nell’immediato di un secondo
di nuovo in pista

già giovani e veloci
il sorriso come sempre
le tue corte gonne

i biondi tuoi capelli
le mie impazzite voglie
perse nella tua fresca gioventù

nuovamente i nostri futuri già passati
le mie ansie e i tuoi rossori
noi bambini e genitori

... arrivederci alla prossima, per chi vorrà...

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 28/02/2009 16:57
    Bellissima Cesare, è un piacere leggerti.
  • Vincenzo Capitanucci il 28/02/2009 12:12
    Mi fatto pensare a... Savitri... di Sri Aurobindo... dove c'è un re cieco... la figlia Savitri sposa un un uomo.. pur sapendo che deve morire fra un anno... ma riesce in un lungo dibattico poetico a vincere la morte... e a salvare il suo Amore...
    è la versione Indiana di Orfeo e Euridice... ma con un finale positivo...
    Leggo sempre con molto piacere i tuoi versi... d'Amore... Cesare... e continuerò fino all'infinito... evolversi della tua bellissima poesia...
    Grazie...

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