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Ghiaccio bollente

Non ci sei
nel quadrante del mio orologio
e nemmeno nell’odore del pane
o di queste nuvole confuse

Non sei approdato stanotte
al mio porto di gabbiani
né guardi con entusiasmo
le mie piume fuori dal cuscino

Piegare
spiegare
cogliere
raccogliere
non c’è confine
né amara solerzia al poi
all’innocente sconosciuto
al vibrante tensore

Ho spostato le tende appena
per rendermi conto
ogni tanto lo faccio
e prendo il primo relitto
disponibile
e salpo dalla luna bianca
dai suoi crateri ai tuoi
dalla sua cangiante spira
alla tua inevitabile congruenza

Mi basta cogliere un paio dei tuoi fiori
respirare due sillabe
una pausa tra le tue stelle
per accorgermi che sono nel mezzo
di un buio riconoscibile
di un’avaria estatica e terribile

Getterò un’ancora
quando l’isola della mia pace sarà a portata di petto
senza alcuna speranza di salpare
sostando irrequieta
tra le onde dei miei sogni
tra i lampi del mio buio
e lastre di ghiaccio
bollente

 

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9 commenti:

  • Anonimo il 21/01/2010 23:28
    si fa leggere molto volentieri! brava
  • Anonimo il 10/01/2010 01:24
    davvero bella
  • laura cuppone il 05/03/2009 23:43
    grazie amico mio.
    un abbraccio puntino

    Lau
  • augusto villa il 05/03/2009 23:39
    Che bella POESIA... Perfetta... e magica... come solo tu sai fare... Complimenti Laura!!!
  • laura cuppone il 04/03/2009 00:12
    grazie infinite a tutti voi amici.

    Laura
  • Anonimo il 03/03/2009 21:44
    Bellissima, non aggiungo altro perchè mi trovo d'accordo con Claudio. Io non ne sarei stato capace anche se l'avrei pensato, non è facile per me commentare.
  • Cinzia Gargiulo il 03/03/2009 18:52
    Hai dipinto un'atmosfera di sospensione, irrequietezza e malinconia...
    Molto bella!
    Un bacio...
  • Anonimo il 03/03/2009 15:58
    È bellissima.. un sogno malinconico di una delicatezza infinita complimenti!!!
  • Anonimo il 03/03/2009 12:30
    Amo l'irrequietezza dei tuoi sogni e gli squarci di luce dei tuoi lampi perchè spesso sono simili ai miei... e mi offrono forti sensazioni (di cose già vissute). Mi auguro che le tue splendide forme espressive non vadano oltre a quella che è la sfera dell'esposizione poetica pura e che non siano, invece, frutto di un patire effettivo e profondo. Brava Lauretta. Leggerti è per me sempre motivo di dolce cadenza armonica che si incunea in ogni anfratto del mio essere. Un bacio grande.

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