PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Senza andare ridicolmente nel disegno legge di un Notaio

Reclamo il diritto di morire quando lo decido io
e di donare i miei organi

Mi sa che potrete recuperare solo i miei occhi
tutto il resto è marcio

Sono da Aquila lontana
e da Talpa vicina

Vedo e scavo
una tomba di luce

Non ho scelto di nascere
quello l’avete deciso voi

genitori

Lasciatemi almeno il piacere di uccidermi
a modo mio
visto che mi private anche quello

di vivere in pace

stati

Svanendo amato amante
nei statici immortali geni di un toro
d’un Noto Io

in assoluta libertà
nella pienezza delle mie lucide facoltà mentali

vi saluto in salute di salvezza

decapito ridendo in dolce follia il mio innocente corpo

Lui sa ed è molto più spontaneo di me

 

0
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • giuliano paolini il 07/03/2009 15:58
    non importa quel che ci racconti
    il vero racconto e' quello che riposa sempre un momento dopo e che non puoi rendere pubblico a causa di una grandezza cosi' smisurata che parole ed immagini non possono rendere
    solo il silenzio ed al massimo un piccolo accenno di sorriso o stupore
    e poi forse sara' vero amore.
  • Anonimo il 06/03/2009 17:47
    .. posso?...
    WOWWWWWWWWWWWWW... bellissima!!!
  • Anna G. Mormina il 06/03/2009 17:11
    ... tema scottante e attuale... non so quanti sarebbero disposti ad andare da un notaio per... sarebbe davvero ridicolo... :o*

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0