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La tribù

Non conoscere nessuno
e saper di appartenere
a quel gruppo
di veloci nella mente,
nei riflessi,
nella voglia di partire
e poi tornare.

La tribù
a cui appartiene
colui che del vento
ne assapora la sua essenza,
chi saluta leggermente con la mano,
mentre vola con la moto.

Noi, tribù
di amici sconosciuti,
noi che diamo
e mai chiediamo,
siamo fieri e timorosi,
un po’ poeti fantasiosi,
grandi amanti degli spazi
delle donne innamorati.

Siamo noi,
la tribù che viaggia
su due ruote,
noi che
nel lampo ti appariamo
e nel tuono scompariamo.

Questa è la tribù,
la mia tribù che ancora sogna.

 

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6 commenti:

  • Fabio Mancini il 09/03/2009 23:02
    Mi sembra una composizione molto originale. A me non sarebbe mai venuta in mente. Ciao, Fabio.
  • Anonimo il 09/03/2009 16:10
    Piaciuta
    Contessa Lara
  • M. Cristina Tacchini il 09/03/2009 15:10
    Questa poesia emana profumo di libertà e di grande vitalità, Cesare. Una piacevole ventata di entusiasmo. Bravo! Ciao
  • cesare righi il 09/03/2009 13:37
    Gran moto Marcello, eh sì altri tempi. Ma la mia 883 me li fa rivivere
    Ciao
  • Marcello Caloro il 09/03/2009 13:34
    Ho sentito per un attimo, come prima era possibile avvertire senza casco, il vento nei capelli. Era il '79, era una Guzzi 850, era un'altra epoca... Ciao.
  • Vincenzo Capitanucci il 09/03/2009 13:30
    La tribù.. tribulando... paga il tributo... al Sogno... tributario... in fluidissimi versi in Luce...

    Quante stelle...?... un Cesare d'oro... in cinque stelle... è la notte dei sogni... innamorati e fantasiosi...

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