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come

Come Tantalo,
trascinai il macigno del tuo ricordo
urlando alle stelle,
quando la notte e la complice luna
rotolavano a valle il masso dell’oblio
di te, amore mio,
che mi spaccavi il cervello.
Quel sacro fuoco a te donato,
mi rese Prometeo,
subendo il martirio dell’aquila
rodermi il fegato, gelosa
di te, sapendoti con altre.
Intima, titanica lotta
quando da angelo divenni demone
desiderando vendetta a tutti i costi,
imprecando contro Dio
poiché non è giusto
che ignobili uomini,
calpestino il mio dolce cuore.
Il tempo……….
amico, risolutore assoluto
e la pazienza.
Arcobaleno di pace, ora, nel mio cielo
e nel cuore la speranza.
Presto avrò un amore vero.

 

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4 commenti:

  • Marcello Caloro il 14/03/2009 22:05
    Particolarmente piaciuta, Ciao. I riferimenti mitici a me sì cari si fanno frequenti e a me piace.
  • Anonimo il 14/03/2009 21:02
    Ciao! Una romantica poesia, oserei dire, 'propiziatoria'!
    Un abbraccio
    Lara
  • Anonimo il 14/03/2009 20:23
    Bella.
  • Attanasio D'Agostino il 14/03/2009 19:52
    Come Tantalo,
    trascinai il macigno del tuo ricordo
    urlando alle stelle,
    quando la notte e la complice luna
    rotolavano a valle il masso dell’oblio
    di te,
    Un dolce lamento nelle tue parole,
    molto bella,
    un caro saluto ed un buona domenica
    da Tanà.

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