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ode a S. il padre padrone

Dal nulla sei venuto, con te portando il nulla,
annunciato da fanfare, giullari, fuochi d'artificio e discorsi roboanti,
hai riempito lo spazio vuoto daltro vuoto.
D'ideologie vecchie e ormai in disuso,
ne hai fatto modelli nuovi, per gente stanca di pensare,
ricreandoli dal nulla come un dio tronfio e solitario.
Mascherando tutto ciò (tutto) che t'avrebbe smascherato,
con perizia e precizione come un mago d'altri tempi
hai saputo rimodellare il passato ai tuoi bisogni;
illudendo il tuo pubblico sempre più smarrito
che quello è il futuro, il nuovo eden sulla terra.
Da molti odiato, da molti osannato, dai più sopportato
con ostentata sicurezza prosegui imperterrito;
nella piena convinzione d'essere il migliore
non t'accorgi che il mondo ha preso un'altra direzione,
ti ostini solitario, arrancamdo su pendii scivolosi.
Incurante dei bisogni altrui
prosegui diritto, senza mai voltarti,
a controllare i bisogni degli altri.
Certo d'arrivare sull'alta vetta
ad un umano mai concessa,
trascini il "tuo?" popolo verso baratri sempre più profondi.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 21/03/2009 22:04
    Vera, complimenti.

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