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Del paese mio

Giammai ti rivedrò com'eri allora
giunonica figura, indifferente
allo sferzante gelo di ponente
e al morso dell'estate che accalora

il tuo ricordo è qui, che mi addolora,
saperti ormai cosi poco accogliente
con le tue vie che odorano di niente
il bianco e il nero tingono l'aurora,

l'inedia ha soffocato ogni rumore
resta soltanto il fumo, le macerie
e i postumi del grande baccanale

pianger dovrai, come fan le cicale,
lacrime amare sulle tue miserie
ti avrò comunque sempre nel mio cuore.

 

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7 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 09/04/2015 07:48
    Molto piaciuto ed apprezzato questo tuo bellissimo!

7 commenti:

  • Anonimo il 30/11/2010 07:46
    Ottima, caro Augusto, un bell'affresco del nostro paese com'era e come resterà nel nostro cuore. Sarà difficile cancellare certi ricordi. In noi sono sempre vivi e mai morranno riempiendoci il cuore di passione e nostalgia. E poi anche la struttuira del sonetto è perfetta e questo fa la differenza.
  • Clodia. il 21/09/2010 18:11
    mi viene in mente un modo di dire tutto sardo: 'acca no accingisi, no pigasa!'. peccato siano gli stessi sardi, in primis, a non aver imparato niente dalla saggezza popolare.
  • Anonimo il 14/12/2009 19:25
    Nostalgico! Ma dalla nostalgia nasce la migliore poesia!
  • Andrea Santiglia il 26/09/2009 20:33
    vero sonetto, finalmente!
  • Anonimo il 02/04/2009 20:57
    ... un tempo che non cìe.. andato.. dipinge l aurora di malinconia..
  • Anonimo il 29/03/2009 13:53
    Piaciuta
    Ciao
    Lara
  • loretta margherita citarei il 29/03/2009 13:48
    bella, nostalgia di un tempo che fu

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