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06 Aprile, la terra trema

La natura si ribella
Il mondo sembra volersi
Scrollare di dosso
Noi
Come un cane dalle pulci
La terra trema
E con lei l’animo nostro
Casa cadono
Da rifugio si trasformano
In tombe diroccate
Sepolte vive
Le vittime implorano aiuto
I fortunati che ancora
Hanno una voce
Per urlare
Ma a nemmeno ventiquattro ore
Dalle prime scosse
Coloro che più voce non avranno
Sono già centocinquanta
Ed è rovina
Ed è pianto
Non solo per “fortunati”
Che da quel disastro
Sono usciti
Ancora vivi
Seppur privati
Di tutto tranne che del dolore
È pianto
Anche per noi
Che guardiamo da lontano
E poco o nulla possiamo fare
Per lenire anche solo un poco
Quest’immenso cordoglio
Ed ora basta con le parole.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 18/12/2013 20:40
    certi avvenimenti ci scuotono, ci sconvolgono, ci indignano, ci innamorano. ma non tutti possono essere messi dentro una poesia. forse era meglio lasciar stare. non per chi l'ha scritta (che ha mostrato coraggio, perché io nemmeno mi ci metterei), ma per il tema troppo ''pesante''
  • Rocco Burtone il 05/07/2009 23:07
    Mi piace l'ultima riga. L'argomento è troppo difficile per non cadere nella retorica.
  • Anonimo il 06/04/2009 23:16
    Piaciuta.

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