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'na carezza

Quanno che moro, nun vojo fiori,
e manco vedè, gente nerovestita!
Piuttosto 'na banna dè sonatori,
rallegri, si c'e, 'na faccia 'ntristita!

Nun vojo discorsi, e meno l'allori,
che mai, ho ricevuto ne'la vita!
Portino 'n celo, l'ucelli canori,
'a notizia, de 'la mì dipartita!

Dato! Chè amavo l'aria fina,
usate st'urtima delicatezza,
e portateme, 'n cima 'na collina!

E quanno ‘a sera, spirerà 'a brezza,
tra li rami e l'erba mortaccina,
avrò dar vento, 'ncora 'na carezza!

 

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10 commenti:

  • Anonimo il 06/06/2011 18:08
    Delicata, dolce
  • giulio costantini il 06/02/2011 10:35
    molto bella... c'è in verità, secondo me, qualche errore metrico ma er contenuto è ottimo... bravo..
  • Anonimo il 06/08/2010 14:41
    Bellissima, traspare lo spirito romano, cinico e scanzonato anche davanti alla morte.
  • afryka *°*° il 13/11/2009 14:28
    proprio bella!
  • antonio castaldo il 16/04/2009 16:25
    ... bellissima! complimenti.
  • Fabio Mancini il 12/04/2009 23:35
    Bellissima! Complimenti! Fabio.
  • loretta margherita citarei il 12/04/2009 20:14
    ma che piacere me fa legge sto sonetto, bravo
  • Anonimo il 12/04/2009 18:46
    Meraviglioso sonetto, Stefano... )
    Bravo!
    Suggerirei un titolo: "'Na carezza"
  • Anonimo il 12/04/2009 18:38
    Piaciuta.
  • giuliano paolini il 12/04/2009 18:32
    il problema non è mai quando si muore ma sempre quando si vive perchè abbiamo sempre una seppur piccola responsabilità di riuscire ad onorare al meglio il nostro esserci. un bacio detto ciò anche a me piace l'idea dell'orchestra e dello srtip in diretta.

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