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Respiro

Respiro.

Vacuo il respiro, senza forze, stentato:

Come soffocando, come inghiottito da singhiozzi mortali che risalgono crudeli l'esofago per terminare conficcati in gola.
Ed in questa tosse senza fiato piano piano riemergono, ad uno ad uno, strozzati dall'immoto mio scorrere anestetici flussi di nulla che offuscano la capacità di vivere il mio oggi.
La necessità di frammentare la mia vita in piccoli ipocriti sorsi non nasce dal mio comune senso delle cose, nè dal reticolo vasto e frastagliato che tesso ansioso durante la mia veglia succube.
È notturna falce d'una luna ascetica ad illuminare inesorabilmente l'attrazione irrefrenabile del tutto.
Lo scrutare attento e sicuro mi fa empatico profeta d'altre idee.
L'esiziale naturalezza nella stasi, sommo artefice dei miei languori.

Ma non fu per mia scelta.
Chiedete forse ad una ruota perchè è ruota?
Essa gira e basta.
Cosi' io.
Io sono e basta, e se un giorno dovessi cambiare, proverò ad amarmi lo stesso

 

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2 commenti:

  • augusto villa il 29/09/2006 22:54
    Scritta molto bene ed il concetto non fa una grinza... Bellissimi gli ultimi due versi... dal significato profondo. Complimenti! Ciao.
  • Carlo Diana il 26/07/2006 23:34
    Queste parole sembrano una gabbia. Qualcosa non riesce a liberarsi. Tanta forza compressa.

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