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Occhi

Siedo su un panchina di ferro,
ho gli occhi aperti e fisso l'orizzonte.

Vedo esseri immondi e anime amate,
vedo ricordi cancellati e nuovi futuri,
vedo con un occhio il nero e con l'altro il bianco.
Non mi sono mai accorto del mio strabismo.

La nebbia è scesa,
le luci diventan soffuse e fioche,
il nero e il bianco sono diventati unicamente grigio.
Siedo sull'erba di un prato senza fine,
ho gli occhi chiusi e continuo a fissare l'orizzonte.

Ora sto cadendo in basso verso l'oblio posseduto dai diavoli.
La mia anima si solleva verso l'alto in compagnia degli angeli.
I miei occhi continuano a fissare l'orizzonte.

Poi mi sveglio.
È stato solo un brutto sogno.
O è stato un meraviglioso incubo?
Ma dove sono ora?

Incomprensibili risposte giungono dal basso.
Chiari versi scendono dall'alto.
Alzo gli occhi e vedo un pavimento.
Abbasso gli occhi e vedo i cieli.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 26/11/2009 12:01
    bella!
  • Gabriele Gallico il 15/04/2009 18:12
    Grazie, comunque secondo me il titolo "occhi" rende meglio l'idea, xkè è ciò k volevo intendere nella poesia, cioè k nn bisogna guardare le cose soltanto con gli occhi.
  • Giovanni Conti il 15/04/2009 17:35
    Tel'ho già detto, per me è bella!
    comunque la potevi anche chiamare "orizzonte"

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