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Nei vicoli della notte

Noi
stranieri
in simbiosi
complici
persi nei vicoli della notte

bruciavamo nel buio
infiniti
lontani
oltre i limiti.

E io
bambola di opale
nuda
mi espandevo
come onda di mare

e tu
scavavi la mia carne
ebbrezza e gelo
mordevi il collo

pulsavi fragile
puro
terminale
inghiottivi la coscienza
nel rintocco delle ore

e io placavo l'angoscia
quando l'anima ritrovava il corpo
in vortici di ombre innate
e bevevo il sangue dell'amore

a lacerarmi.

 

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3 commenti:

  • Tiziano Romeo il 09/01/2007 00:16
    uno, o tanti, coloro i quali hanno potuto ispirre queste parole, sono fortunati...

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