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girotondo

C’era una volta un giardino
In cui al soffio leggero del vento
Oscillavano i sedili di gaie altalene
Ed erano tutti contenti

C’era una volta un giardino
In cui al soffio leggero del vento
Lo sguardo si confondeva
Con il verde del prato, l’azzurro del cielo

Il trillo sollecito di un campanello
Segnava l’ora di incamminarsi
Riempita la sporta
Serrate le stringhe
Senza indugio per l’erta
Fresca e verde s’andava

È strano come quando
Il bosco trasmutava in radura
Non si udissero più
Dei molti le voci
Di quando in quando solo
Capitava di rendere il saluto
A chi un giorno avevi conosciuto

Non ricordo come o quando avvenne
Ma ad un tratto cominciai
Ad intravedere la cima
Non avevo più molti viveri
Il passo era lento assai e grave
E per quanto chiamassi
Anche l’eco disertava il richiamo
Pur l’impressione era netta
Di tanti sguardi posati su me

Raggiunsi a stento la cime
Scarso l’ossigeno ansimante il respiro
Ero allo stremo delle forze
Socchiusi gli occhi e tesi una mano
Tu l’afferrasti e quando si dissolse il velo
Un vento amico e sconosciuto
Sospingeva i sedili di gaie altalene

 

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