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In memoria dei morti dell’Abruzzo

Lì dove c’era una città dal solenne aspetto
oggi vi albergano macerie e detriti,
a frotte barbari senza alcun rispetto
calano ad intervistar i morti ed i feriti

da sguardo fiero e d’orgogliosa stirpe
gli aquilani piangono i caduti
d’un terremoto e di un inganno turpe,
invocando i loro figli mai vissuti

trema la terra di dolore accorta
crollano case come castelli di sabbia
fugge la gente con la sua propria sporta
gridando al ciel la rovinosa rabbia.

Scrivete del cielo cupo dell’Abruzzo
che oggi qui ogni pensiero è spento,
incredulo di fronte ad ogni palazzo,
ogni immagine sbiadita, ogni taciuto canto

l’aquila mesta ed ammantata a lutto
volteggia bassa a frugar tra le macerie,
mentre esplode un gemito a dirotto
s’alza il rifiuto dell’ennesima barbarie

anonimi angeli giunti sul luogo ferito
volontari da ogni lontana regione
mettendo da parte lo sguardo attonito
lavorano con umile abnegazione

un dubbio cresce nella memoria cieca
case abusive e leggi mai applicate
hanno arricchito gente vile e bieca
ma sterminato quelle innocenti vite

quante tragedie dovremo ancor vedere
in questo bistrattato e povero Stivale
quante altre volte cadranno le barriere
delle nostre case e di pianura alluvionale

quanti morti per finalmente poi capire
per evitare l’ennesima tragedia annunciata;
quand’è che l’uomo imparerà ad amare
il proprio fratello, e questa terra bistrattata

non è la Natura che disdegna l’uomo
non è la Terra che mostra le sua braccia forti
è l’uomo che specula su un altro uomo:
è ora che i vivi chiedano perdono ai morti!

 

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6 commenti:

  • elio roberto rinaldi il 13/03/2010 18:39
    complinmenti molto bella ciao elio
  • Rocco Burtone il 27/06/2009 14:40
    No, troppa enfasi, troppo D'Annunzio, troppo... e l'argomento merita troppa attenzione.
  • antonio castaldo il 29/04/2009 23:57
    veramente bella e... me la tengo.
    ciao bruno
  • bruno saetta il 19/04/2009 22:40
    Meglio che non ne parliamo.
    Grazie!
  • Cinzia Gargiulo il 19/04/2009 22:22
    Chiediamo perdono ma nessuno restituirà loro la vita...
    Leggo che sei di Napoli come lo sono anch'io anche se ormai vivo a Roma... vogliamo parlare delle case costruite alle falde del Vesuvio?... Speriamo solo che il Vesuvio continui a dormire...
    Bella poesia!
    Un abbraccio...
  • loretta margherita citarei il 19/04/2009 19:15
    il perdono non possono darlo coloro che per pecunia speculano sulle vite umane, non credo che nessuno di loro pagherà con la giustizia terrena

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