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Poesia nera

Quaggiù, nella notte nera e silenziosa,
S'annida come malattia l'Angoscia.
Lei, sorella strisciante e sorniona,
avvolge il tutto nelle sue fredde braccia.
Quaggiù rotolo io,
creatura di tenebra e peccato,
lorda e immonda contemplo
il mondo e ne provo pena.
Ancor più rivoltante di me,
la terra sospira a tempo
con gli esseri umani...
Sepolta viva tra i miei tristi pensieri
vago silente negli anfratti della mente,
orribile distesa di sangue e devastazione..
Reietta e maledetta medito vendetta,
contro un mondo che mi rifiuta e che io odio;
medito feroce vendetta per tutti coloro
che hanno osato calpestarmi..
Non sanno che la vipera infida colpirà..
col suo veleno, col suo mortale morso...
Vinta e incatenata al nulla
io canto la disperata canzone
di tutte le anime oscure.
Nelle antiche dimore degli inferi,
io vinta ma indomita,
accanto ai miei demoni amanti,
sospiro di morte e vendetta...
Da quaggiù risorgerò
e nel fuoco avrò pace.

 

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