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[Senza titolo]

Ed arrivai alla fine del viaggio.
D'un era di felicità
non è rimasto nemmeno il pallido riflesso.
Fugge, sul binario di un treno mai partito,
sulle note d'un notturno mai composto.
Erede dei pionieri, in un branco,
piange sulla crudele clessidra
gelida e muta l'avvolge nel cristallo.

Soltanto Lei, straziata in catene.

Chi non la dimentica, vive nell'ombra,
subendo la condanna, perpetua come il suo ideale.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 31/08/2009 18:25
    5 stelle meritate!
  • DANIELE CREPALDI il 23/05/2009 10:43
    Malinconici versi che riflettono giovanile intensità d'animo. Struggente. Bella.

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