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Senza clamori

Volano bassi i passeri
sul campo appena arato:
la terra muta il mantello
scoprendo antiche rughe.
Nasce pigro il tramonto
mescolando le luci
e imbruniscono i segni.
È tempo di posare le scarpe
bagnate dal cammino,
si allunga l’ombra
non convinta della fuga.
È tempo di porre il segnalibro
nel capitolo concluso
e pensare all’uva
e al bicchiere pieno
che riempirà il domani.
Sciama lenta la platea
nella foce dell’applauso,
si scioglie la zolletta
nel fondo della tazza.
Si bagna di saliva
la bocca arsa dal tempo,
si asciuga l’ultima lacrima
nella virgola delle ciglia.
Senza clamori, dilaga la notte.

 

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