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Al Gabriele

Occhi rossi e gonfi
davanti a un corpo bianco e denutrito
La paura viaggia nel sole di questo pre primavera
Questa falsa armonia precede il mistero
Lascia una macchia all'idea della vita
Sino a quando il buio non accede al terrore
il bianco di lutto e il nero del cuore
non potran rafreddare la speranza sul viso
Pur non essendo uomini colti
agrappati affannando
sulle nostre scarse sapienze
spedirei il cuore su fonti intuitive
e pensieri più freddi
che parlan con la ragione
Tralasciando quell'affetto
che l'umana natura ci lascia marchiato
"Sono un relitto"
dici con le lacrime stagnanti negli occhi
Ma al mio sguardo disarmato
ed alle volte probabilmente distratto
scorgo un insana certezza
che tutto cio non sia conseguenza
ma un logorante e silenzioso martirio
dovuto dal tempo passato al lavoro
che porta al comune destino
ma che ai miei cari consiglieri
ha il solo sapore di delitto
La forza non ti può mancare
come quell'orgoglio
che scalfisce il tuo corpo
Che il tuo orgoglio si trasformi
in fede per la vita
Che sia una sfida
e la voglia d'esserci ancora
Noi ci saremo
mai ti lasceremo
Ubriachi d'amore per quel che rappresenti
Inventore audacie
Mente sveglia e perspicace
Nelle mie vene scorre il tuo sangue
e quest è il tempo più ostile da passare
Il male si sà è sempre stato più vorace
la felicità si scopre sempre più effimera
ma cio che vorrei
è solo che regalarti una pensione di pace...
Non Mollare Genio

 

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