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uno sguardo, il nulla

Bellissima come il giglio a primavera
Innocente come il gattino appena nato
dai capelli corvini e occhi color del mare
vuoti nello splendore bagnato.
Cresci in un corpo statuario
che non vorresti sentire
vendendoti come carne al macello.
Sei senza colpa mia dolce bambina ma
non puoi rifiutare
quel tocco maniaco di mani malate
quei baci viscidi sul corpo stremato.
In quel viale seminascosto da giganteschi pini
Aspetti
Aspetti loro
uno, due, dieci fino a non contarli più.
In ogni rapporto tra prati tu
muori dissociandoti per non sentire
tornando solo
dopo spasmi di godimento malato.
Vorresti dire basta ma non puoi
devi sopravvivere.
Pangi appoggiata al lampione
ricordando sogni addolescienziali
Sognavi principi e castelli
hai trovato viali e lupi
credevi nelle favole
hai trovato rabbia, dolore e rassegnazione.
Ti dondolavi su altalene d'oleandri
mentre ti raccontavano storie di fate e folletti,
ora dondoli su marciapiedi asfaltati
contando monete ramate.
Si la vita fa schifo
Pensi al principe azzurro e
ti ritrovi a battere
Piangi sforzandoti di dimenticare ma
oggi una nuova vita cresce in te e Tu,
non sai più che fare.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 01/05/2009 20:19
    Bella e realistica. Brava
  • antonio castaldo il 29/04/2009 20:00
    ... è facile smarrirsi in situazioni simili...
    mi è piaciuta e... me la tengo.
    kiss
  • Anonimo il 29/04/2009 16:58
    Bella.
  • loretta margherita citarei il 29/04/2009 14:24
    bella

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