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barbone

Il mondo gira inevitabile,
intorno nulla è sicuro,
futuro non c’è dentro di me.
Capelli e barba fanno un
unico giro, incolti e sporchi
senza destino.
Imparo in fretta quale è la
mia strada, irta piena di buche,
gente che schiva il mio
cammino, incurante di quello
che c’è dentro di me.
La mia via adesso si stringe,
fame, sete e stanchezza
adesso mi prende, ma l’odio
è la forza che mi sostiene,
alla ricerca della mia esistenza,
ecco un bidone di rifiuti
come me, lo apro e cerco
prendo e mi nutro, occhi che
scrutano silenziosi lo schifo
che emano, non cambia però,
l’egoismo che nel mondo
circola intorno a me.
Il freddo arriva, cerco il mio
solito posto, mi avvicino,
cerco cartoni, vecchie coperte,
un angolo ripara l’aria, ma
questo lo so coprirmi non può,
la gelida terra che mi sostiene,
raffredda di più il mio cuore.
Chiudo gli occhi cercando il
riposo, tanto lo so che non
durerà, perché il mio cammino
si fermerà qua.

 

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5 commenti:

  • augusto villa il 10/05/2009 00:14
    M'è capitato diverse volte di parlare con alcune di quelle persone... e devo dire che hanno molto da insegnarci... Grandi persone... e in certi casi veri filosofi...
    Apprezzata!... Ciao!
  • Giuseppe Bellanca il 02/05/2009 13:38
    Grazie ma la realtà e qualche volta ci dovremmo fermare ed aiutare di più il prossimo anche loro hanno diritto alla vita, ad una vita più decente e non importa perchè siano diventati barboni l'importante è non abbandonarli farli sentire vivi.. grazie del tuo passaggio Anna.
  • Dolce Sorriso il 02/05/2009 13:28
    straziante poesia.
    bellaaaaa
    Anna
  • Giuseppe Bellanca il 02/05/2009 10:36
    grazie marco
  • marco belli il 02/05/2009 08:29
    bella

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