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"La messa della domenica sera", ovvero "Una messa all'inferno" ovvero "Il peccato in ritardo"

Per essere me stesso una mezz'ora
ho evitato la messa del mattino
con la famiglia, e mi accingo ora
che son calate le ombre della sera
a uscirmene di casa un po' compunto
in mezzo ad un severo schieramento
di figli che han dipinta nello sguardo
la frase "a pa', anche oggi in ritardo".
Il testo del Vangelo l'ho già letto,
la predica sarà sempre la stessa...
prendo licenza e salto questa messa
per ritrovare un brivido in un letto.



Per i soliti, gentili indagatori del privato: siate buoni, non è necessariamente autobiografica!

 

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0 recensioni:

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26 commenti:

  • giulio costantini il 13/05/2011 00:06
    ottima... con 2 versi in assonanza e uno irrelato... mai accenti secondari in posizione errata... amo questo genero di cose.. inoltre, è significativa e necessaria la puntualizzazione fuori componimento: anche a me è capitato di scrivere cose che chi leggeva confondeva col mio privato... è il dramma di chi scrive: troppo spesso gli altri pensano che ti stai raccontando mentre tu dai solo spazio alla tua fantasia ed immaginazione... bravo veramente e senza piaggeria...
  • Nicola Saracino il 07/05/2009 23:50
    Sarei tentato di rispondere "quod scripsi, scripsi", ma il riguardo per Solo mi rende umile e pronto ad accontentarLo.
  • Solo Commenti il 07/05/2009 23:28
    La postilla in calce suona come excusatio non petita o troppo confidenziale nota polemica verso i lettori. È aliena alla poesia, ragione per la quale dovresti cancellarla.
  • Giuseppe ABBAMONTE il 05/05/2009 20:27
    Piccola replica per Vincanzo
    Grazie, sei troppo gentile. Nicola é un amico favoloso. Preciso e puntuale quanto può esserlo un volo Alitalia. Ma affettuoso, affidabie e, sopratutto, poetico.
    Un abbraccio a te ed a Nicola
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 05/05/2009 10:18
    Acc... sono già in ritardo di 30 ore
  • Nicola Saracino il 05/05/2009 10:04
    Touché!
  • Vincenzo Capitanucci il 05/05/2009 09:32
    Bravo... Giuseppe... da Abba-monte... un commento da favola... ad un favoloso poetico Amico...

    Grazie... vette di luce...
  • Giuseppe ABBAMONTE il 05/05/2009 09:06
    Nicola
    varie considerazioni.
    Dal punto di vista estetico, è una delle poesie meglio riuscite che abbia letto negli ultimi tempi. L'impianto preciso e ironia sottile ne fanno un piccolo capolavoro.
    Dal di vista del contenuto, è di certo un'opera che per i soggetti trattati, è destinata a suscitare molte reazioni. La mia personale è di puro divertimento. Vado a Messa spesso e non vedo nella tua alcun invito a marinarla o a cambiare abitudini. Magari a non andare a quella del mattino, troppo piena, in cui è assai difficile raccogliersi, che diventa talvolta un'occasione mondana piuttosto che un momento di incontro con Lui. Se questo è il tuo invito, di preferirle quella "vespertina" più sentita, silenziosa, raccolta, beh lo raccolgo in pieno.
    Mi piace andare a Messa con la famiglia. È un momento di unione. Ma mi piace (e forse lo preferisco) andarci da solo. È un momento di raccoglimento. Forse tra i due preferisco il secondo. È un sintomo di egoismo, di scarso amore verso gli altri, di scarso attaccamento alla famiglia? Non credo. Almeno, io non lo sento come tale.
    Infine: arrivare a Messa in ritardo. Beh, Nicola, non credo proprio che questo per te possa essere un qualcosa di autobiografico. La precisione, la puntualità, costituiscono per te una religione, quanto e forse più di quella che si professa a Messa e nella vita.
    Con la solita ammirazione
    Giuseppe
  • Anna G. Mormina il 04/05/2009 14:09
    UFFIIIIII:... rifo...
    Credo in Gesù... la messa è una necessità personale, che si condivide, con chi mette in pratica davvero il cristianesimo... se ciò viene a mancare è solo un "prendersi in giro"
    ... non vedo nessun invito a "marinare" messe, semplicemente un semplice "momento di vita"... bella poesia!
  • Anna G. Mormina il 04/05/2009 14:07
    scusate... Credo in Gesù...
  • Anna G. Mormina il 04/05/2009 14:06
    Credo in Ges'... la messa è una necessità personale, che si condivide, con mette in pratica davvero il cristianesimo... se ciò viene a mancare è solo un "prendersi in giro"
    ... non vedo nessun invito a "marinare" messe, semplicemente un semplice "momento di vita"... bella poesia!
  • Nicola Saracino il 04/05/2009 13:16
    O K! Nessuna durezza nei confronti degli errori... quella "a" senza acca mi ha portato a parlare di cose diverse dagli errori di battitura, o di grammatica... Absit iniuria verbis, sempre e comunque.
    Sì, anch'io sono portato a leggere quello che ho dentro, come tutti. Non faccio mica eccezione!
  • K. Lear il 04/05/2009 12:54
    Hai ragione Nicola, probabilmente hai letto nel mio commento quello che avevi dentro.. Io non ho recepito la tua poesia come un invito a marinare la Messa, piuttosto come la descrizione di un sentimento profondo. Così come è profondo il sentimento che ci spinge a condividere con gli altri credenti la relazione col divino..
    Quanto alla tua "durezza", ti dico che Michela ha scritto "mi" senza m e "ha" senza h, quindi potrebbe benissimo essere un errore di battitura..
    Comunque, al di là di tutte le parole inutili, il tema che affronti mi ha interessato..
  • Nicola Saracino il 04/05/2009 12:04
    1) Perché "stranamente" stimolante questo "modo un po' duro"? E Lui come si esprimeva, in modo edulcorato forse???
    2) Avete letto questa mia come un invito a marinare la messa? Come la sottolineatura della predominanza di un istinto primordiale su una doverosa pratica? Sapete bene che ognuno legge negli scritti degli altri quello che ha dentro.
    Ite, missa est. Vi è stato consegnato, andate.
  • K. Lear il 04/05/2009 10:49
    Caro Nicola, devo dirti che il tuo modo, diciamo.., un po' "duro" di esprimerti, soprattutto nei commenti, è stranamente stimolante, quindi ti dico le mie impressioni.. Molto spesso mi trovo a provare le sensazioni che traspaiono nella poesia, e probabilmente il "brivido nel letto" è la sottilissima ebbrezza del "my way", che volenti o nolenti fa parte di noi, e che non si può reprimere.. Tuttavia, come dice Michela, quell'incontro tra il singolo e la comunità, in qualche modo raffigura un desiderio profondo, che dialoga nell'animo forse con quella Speranza che Baudelaire descriveva.. Dopo la Messa ho la sensazione di sentirmi pronto al "futuro".. È un atteggiamento che magari dura poco, ma quell'atto ha dato qualche ordine e pulizia alle mie sensazioni prime.. Sì, probabilmente è preghiera.. Poesia molto interessante
  • Vincenzo Capitanucci il 04/05/2009 10:35
    esattamente Nicola... C'eri... e Tu ci sei...

    un abbraccio...
  • Nicola Saracino il 04/05/2009 10:33
    E faccio professione di fede: credo nell'acca davanti alla a, quando significa avere. Senza di quell'acca, A significa ESSERE, nella indoeuropea notte dei tempi. Lo stupore di una bocca aperta (vedi il carattere grafico) nel suono più mirabilmente elementare: A, è.
  • Nicola Saracino il 04/05/2009 10:26
    Mi corrreggo, sette righe non cinque. Inutili perché non c'entrano con la poesia. Quei ceri di Vincenzo... c'eri... ci era, ci è... sale la preghiera... vero Vincè?
  • Vincenzo Capitanucci il 04/05/2009 10:20
    Dio... mi salvi... dai fedeli...

    è solo una battuta... buttata giù... in un movimento alternante fra gioia e dolore...
  • Nicola Saracino il 04/05/2009 10:12
    Questo e molto altro è la messa, Michela. Ma perché scrivi "provate a pensare"? Chi ne è consapevole forse l'ha già pensato, chi non lo è ... perché dovrebbe pensarlo? E come fai a commentare "la fede altrui"? Dove la vedi tu, questa fede altrui? Sapresti riconoscere la mia fede? O quella di un altro, da un commento? E credi che io possa avere identificato la tua fede, da quello che hai scritto qui sotto? Se avessi un briciolo di fede muoveresti le montagne... invece mi hai solo indotto a scrivere cinque righe del tutto inutili. Nicola
  • michela bortolotti il 04/05/2009 09:24
    non entro mai a commentare la fede altrui ma, in questo caso visto i commenti i sento di dire : ogniuno di noi a un suo credo, provate a pensare semplicemente che la messa è un momento di raccoglimento con la comunità e te stesso.
  • Jacopo Di Fabio il 04/05/2009 09:20
    complimenti, è divertente e allo stesso tempo molto bella
  • Nicola Saracino il 04/05/2009 08:55
    Caro Vincenzo, c’è un “autobiografico” di valore universale, così come c’è un preteso universale che ha valore solo auto-referenziale e interessa al massimo qualche psicologo o voyeur incallito. Nicola
  • Robin Hood il 04/05/2009 08:16
    Divertente.
    Da seguire tutte le sere.
  • loretta margherita citarei il 04/05/2009 06:23
    fantastica bravissimo.
  • Vincenzo Capitanucci il 04/05/2009 05:53
    Se non volevo andare a messa la mattina... quando ero bambino non mi compravano il corriere dei piccoli... allora all'interno della chiesa... per passare quella mezza ora m'immaginavo che fosse sommersa d'acqua... e fantasticavo per trovare un posto dove rifugiarmi...
    avevo sempre lo sguardo in alto... chissà cosa pensavano... guardandomi... con quello sguardo perduto verso le volte del cielo... certamente la mia salvezza...
    da grande sono andato in chiesa poche volte... mi piaceva anche andarci... ma quando sono andato in confessione dal prete a dirgli... che non ero d'accordo sul fatto che era un peccato mortale non andarci... ne abbiamo già tanti di peccati mortali... lui mi ha citato San Agostino... e mi ha praticamente scomunicato..
    da quel giorno la chiesa e io non ci si siamo più incontrati... a meno che non sia vuota... mi piace respirare l'aria sacra dei ceri nelle sue strutture... gotico-romane...
    preferendo rimanere a letto... a ritrovare un brivido... diletto...
    Mamma mia che pappardella... che mi hai fatto scrivere Nicola... assolutamente autobiografica...

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