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I Talenti (Lc 25, 14-30)

Nella casa avita,
il padrone generoso e attento,
consegna i suoi tre doni
e parte con il suo cavallo bianco.
Il primo rigira le sue cinque monete fra le dita:
ne gode, inizia la fatica santa:
canta, corre, ride, piange
e nuova ricchezza presto lo ricopre.
Anche il secondo rigira
i due talenti fra le dita,
ma non li posa nel buio della noia
li traffica al sole della gioia
e corre, canta, e piange e ride
infine attonito riguarda
le sue monete raddoppiate.
Ma l'ultimo dei servi,
rigira ancora fra le dita
il suo unico talento.
Esita incerto, inerte
ma non lo traffica al sole della gioia,
lo nasconde nel buio della noia.
E passano i giorni
e passano le ore
e passa il tempo.
Ma ecco, si sente già vicino
un galoppo chiaro
e il padrone appare.
I due servi corrono,
solleciti gli mostrano
ricchezze nuove,
e il padrone li guarda compiaciuto,
e li invita al banchetto della gioia!
Ma non è così per il terzo servo
che tiene stretto il suo unico talento:
sotterrato nella terra buia
e mai trafficato
e mai donato.

 

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5 commenti:

  • Rosarita De Martino il 08/09/2012 07:09
    Caro Paolo, penso semplicemente che tu stia scherzando, perché credo che anche tu possieda dei talenti (non soldi, ma qualità intellettuali, morali, pratiche che ti aiutano a vivere giorno dopo giorno). Mi auguro che sappia fermarti a contemplare un cielo stellato, un fiore che nasce, un bimbo che ride. A presto rileggerti. Con simpatia. Rosarita
  • Paolo Villani il 07/09/2012 21:58
    E chi l'ha visto mai un Talento?
  • antonio castaldo il 12/05/2009 16:04
    devo ripetere... brava. mi è piaciuta. kiss.
  • loretta margherita citarei il 12/05/2009 13:23
    bella, la evangelica parabola
  • Marcello De Tullio il 12/05/2009 10:18
    Molto bello questo tratto dalla parabola dei talenti. Oggi, se molte persone saprebbero far fruttare quello che Dio ci ha dato(talenti) vivremmo in mondo d'amore, ma invece non è così vivono solo per le cose materiali, il denaro, il successo e questo è molto triste. brava mi è piaciuta

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