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Come una libellula

Un giorno sei salita su un aereo
che dopo un po’
si è innalzato nel cielo,
salendo, salendo
sempre più in alto
fino a superare le nuvole.

E da terra io lo vedevo
diventar sempre più piccolo,
sembrava una libellula
che dolcemente librandosi
volava verso il cielo.

Ora tu sei lontana
e i giorni passano lenti e vuoti,
vedere solo il cuscino
dove tu posavi il capo,
non sentire più il tuo respiro
e non vedere il tuo splendido viso.

E la tristezza come un nero velo
entra lentamente nel mio cuore,
non piango, ma un nodo
mi si ferma in gola
pensando che tu
sei lontana da me.

Ma ora cerco nei prati in fiore,
nel cielo quella dolce libellula
che avevo tra le mani
ma un aereo me l’ha portata via.

Ecco, finalmente ti ho trovata,
sei proprio tu, e ti posi sulla mia mano,
ti accarezzo come una volta,
ti stringo sul mio cuore
e una parola esce dalle mie labbra:
“Sei ritornata da me, Amore. ”

 

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2 commenti:

  • Anna G. Mormina il 19/05/2009 16:55
    ... quel '“Sei ritornata da me, Amore. ”', certamente lo avrà sentito anche lei, attraverso la libellula!... molto bella!
  • loretta margherita citarei il 15/05/2009 15:01
    dolce il sentimento espresso piaciuta

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