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Gli emigranti

Li ho visti in una stazione
aspettar con pazienza
l’arrivo del treno
che li porterà lontano.

In gruppi di poche persone,
nei loro occhi il ricordo
della terra natia, della mamma
dei figli e della sposa.

Resteranno soli, lontano,
portando nelle valigie delle foto
e la speranza di un futuro migliore.

Li aspetta l’incognito,
dormiranno in baracche
e la sera in silenzio
dai loro cuori
nascerà una preghiera:

“Signore, fa che un giorno
non tanto lontano
un altro treno correndo
mi riporti per sempre da loro”.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 15/05/2009 20:23
    Descritta con sensibilità la condizione degli emigranti.
  • loretta margherita citarei il 15/05/2009 14:57
    premio la tua sensibilità. bravo

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