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scritta per te

Tu, mio uomo,
del giardino dell'Esperidi,
sei la deliziosa
mela d'oro.
Ed io, Ulisse
al femminile,
lasciai il talamo
d'Itaca,
per dimenticare
il dolore
e m'imbarcai
sulla nave dei sogni,
per approdare
nel tuo giardino.
E come Ulisse, peregrino,
di notte
adoro Venere,
perchè ti posso sognare,
ma di giorno
maledico Cupido,
che per beffardo gioco
del destino,
trafisse con la freccia
il mio cuore
e tu mi sei lontano,
mio amore.

 

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6 commenti:

  • Deborah Cavazzini il 15/04/2012 18:03
    Bella! L'amore lontano e maledetto.. Molto piaciuta!
  • Anonimo il 19/08/2009 13:53
    bello il contrasto tra Venere e Cupido, con la rappresentazione dell'Amore che fa bene e male allo stesso tempo.
    Infatti nonostante tutta la sofferenza che provoca non si può fare a meno dell'Amore. Brava, bellissima poesia
  • Donato Delfin8 il 07/06/2009 20:34
    piaciuta
  • Anonimo il 03/06/2009 18:04
    riferimenti classici per questo testo d'amore passionale. mi piace quando ti definisci Ulisse al femminile - anche se personalmente avrei omesso "al femminile" - è adorabile questo confondersi dei ruoli, e la donna diventa un Ulisse assetato di scoperte e l'uomo diventa una Penelope che placido attende il ritorno di chi lo violerà. un eccitante scambio di ruolo.
  • Vincenzo Capitanucci il 03/06/2009 07:20
    Bellissima... Lor... una Odissea d'Amore...
  • Anonimo il 02/06/2009 23:43
    immagini d'altro tempo per una bellissima invocazione all'amore

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