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Casa popolare

Dove sono le calde serate estive?
Dove i ragazzi, che terminata la scuola,
sciamavano come api in cerca di fiori?
Dove le liti e i pugni tra amici?

Bella la vita,
quando si era poveri,
e ricche le gioie.

L’estate vissuta nella casa popolare
era sincera,
le grida dal primo piano erano per tutti,
la televisione a tutto volume
si ascoltava in balcone.

Quanti bambini in quei cortili,
le notti passate a lanciar stuffioni,
da cerbottane di mille colori,
centrare finestre aperte e fuggire veloci.
E i quaderni di scuola?

Bella la vita,
quando si dormiva in quattro nello stesso letto,
io, mia mamma, mio padre e le mie paure.
Vicini in un unico abbraccio, poveri,
ma ricche le mie gioie.

Ora passo veloce,
e non vedo bambini nei cortili,
non sento più grida,
non percepisco le gioie,
sento una falsa ricchezza
rinchiusa in sé stessa
e quanti sguardi infelici.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 10/06/2009 08:31
    Essenza ed Esistenza. Davvero bella!
  • Vincenzo Capitanucci il 10/06/2009 03:07
    Molto bella Cesare... sicuramente... lo stare insieme... è cambiato... sta cambiando l'essere...

    un inquinamento...
  • loretta margherita citarei il 09/06/2009 21:09
    tempi di ieri, nostalgie, bentornato cesare-piaciuta
  • antonio castaldo il 09/06/2009 19:31
    i tempi cambiano...(purtroppo o no... io non so dirlo) ma così si esprime
    ... chi niente rinnega... BRAVISSIMO!
  • Fabio Mancini il 09/06/2009 18:37
    Più che una falsa ricchezza, c'è in atto una farsa... Fabio.

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