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Il vuoto che tu mi hai lasciato, una sera d'estate

Il vuoto dentro di me è troppo grande.
Il desiderio utopistico e folle
di averti, di avere te
è troppo grande
perché possa abbracciarlo di nuovo
e folle è volerlo inseguire ancora.
Io resto qui.
Mi manca il motivo di vivere
ancora.
Non ha senso la mia vita,
senza di te è polvere e cenere.
Mi è venuta a mancare
quella speranza illusoria e beffarda
di averti.
Speranza vana che non porti a niente.
Sogni, solo sogni ingannatori
Quando ti svegli e fissi il vuoto
di una vita spezzata,
tu, amante folle rifiutata dagli eventi.
Figlia di un dio bastardo.
C’è solo rabbia, vuoto, dolore
dentro di me.
Io non vivo più.
Sola in questa stanza
rifiutata senza perchè
dal mio stesso mondo
vorrei fare dello studio e dell’esercizio della scrittura
nuova ragione di vita,
ma ora tutto rappresenta solo uno sfogo momentaneo.
Altre illusioni
sogni di gloria d’amore di successo
di una vita vera.
Ho sbagliato a far affidamento su di te
angelo mio, crudele e perbene
maledetta chi ti mise al mondo
e ora ne pago le conseguenze
e maledico me stessa
maledico ogni singola fonte del mio male.

 

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9 commenti:

  • A. il 15/08/2007 22:18
    mi rivedo in modo impressionante in quello che hai scritto, semplice verità scritta di getto, mista di rabbia e malinconia d'amore: ti do 9. a rileggerci...
    A. M.
  • Antonello Gualano il 08/06/2007 10:07
    la poesia sembra nata di getto, per questo, forse, ha ragione Daniele quando afferma che hai usato parole comuni. Ma spesso è proprio l'impulsività nella scrittura che regala momenti forti e densi di sentimento. Comunque mi è piaciuta, anche se ho l'impressione che hai ottime potenzialità per fare ancora meglio! con simpatia
  • antonio sammaritano il 20/01/2007 15:25
    ti sei mai chiesta quali siano, il più delle volte, le fonti del nostro male?
  • Argeta Brozi il 15/08/2006 13:13
    Andrei a capo quando scrivi : "È polvere e cenere". Mi ha colpito molto la frase in cui dici : "Maledetta chi ti mise al mondo", forse scritta nella rabbia del momento, ma non posso credere che un giorno chi si è amato si può odiare con tanta semplicità solo perchè non ci ha dato quello che credevamo ci spettasse. I primi amori ci scottano tanto, ma fanno anche crescere. La poesia più che poesia è un brano-vita, uno sfogo, dovresti curarla di più.
  • Adrienne C. il 14/08/2006 11:48
    Uhm... Chi dice che non abbia colpe...?!

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