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riflessione su Dio

Andando la sera a camminare,
tra spazi verdi e grandi,
son solita visitare
la chiesina del cimitero,
entrare
e due parole con il Cristo scambiare,
Lui è il mio migliore amico,
ogni cosa gli confido.
Ma turbata son rimasta,
nel leggere su un biglietto
questa scritta:
-Se soffri è perché
il Signore ha bisogno di te-
Mi son detta che è ora di far basta,
con questi messaggi osceni,
non credo ad un Dio crudele
che faccia soffrir la gente,
il male non può essere
la sua volontà,
sarebbe un Dio pagano,
un Padre onnipotente
che opprime i figli
suoi diletti,
senza perdonare i nostri umani difetti.
Questi biglietti,
a mio giudizio, sono scritti
per tacitare e giustificare il male,
ma può il Sacro Amore
se stesso rinnegare?
Le vittime delle ingiustizie,
le vittime degli orrori,
sono la conseguenza di duri cuori,
e se nel corpo, malati soffriamo
è perché soggetti alla natura siamo.
Dio è padre della gioia,
dell’amore, del perdono,
considera ogni creatura
sacro dono,
smettiamola con questa confusione,
può un Padre Santo
dare al figlio,
se ha fame,
uno scorpione?

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 13/01/2014 04:35
    Molto apprezzata, complimenti.

12 commenti:

  • Donato Delfin8 il 17/06/2009 00:47
    condivido brava!
  • Anna G. Mormina il 15/06/2009 21:58
    "... se nel corpo, malati soffriamo..."
    Non sai quanto m'hai emozionata Loretta, grazie, grazie di cuore!... bravissima!
  • Anonimo il 15/06/2009 09:43
    bellissima... null'altro da dire... bellissima e bravissima
  • Fabio Mancini il 14/06/2009 23:31
    Il Signore non ha bisogno di noi, come non ha bisogno della nostra sofferenza. Il Signore ha invece bisogno del nostro amore e della nostra fedeltà, perché il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe è un Dio geloso che non ammette che si adorino gli altri dei. La sofferenza, la mia, come la tua, o quella dell'umanità nel senso generico del termine, non è uno strumento utilizzato da Dio per punire, o piegare le creature. Il cristiano sa che la sofferenza è il viatico per raggiungere la strada maestra che porta al Signore, la cui strada termina con l'innalzamento sulla croce. Lo stesso percorso che fece Gesù, il Nazareno, che attraversato il Calvario, venne innalzato sulla croce per incontrare finalmente il Padre. Forse noi cristiani dovremmo avere meno paura della morte, in considerazione dell'incontro con il Padre celeste e bene fai tu a frequentare il cimitero di campagna dove cercare serenità e significato. Probabilmente il rumore dei tuoi pensieri, saranno spesso interrotti dal cinguiettìo dei passeri e chissà quante volte ti sarai detta che in fondo il Paradiso non è molto dissimile dal sentimento di pace che si respira dentro un cimitero. Gradita la chiusa che riprende il passo evangelico che dona speranza all'umanità e ottimismo alla tua composizione. I commenti ricevuti confermano che l'argomento affrontato desta interesse. Un bacio, Fabio.
  • Anonimo il 14/06/2009 21:49
    forse significa che si soffre la lontananza da Dio, che abbiamo bisogno di lui e che la strada per raggiungerlo spesso è difficile.. perchè non sappiamo trovare spazio per lui dentro di noi.
    È solo un'interpretazione
  • Giuseppe Tiloca il 14/06/2009 21:01
    Anche io rifletto molto su Dio, io credo in lui, adoro i rumori, le sensazioni, che mi fa provare entrare nella sua casa. molto bella 5 stelline
  • Anonimo il 14/06/2009 21:00
    Il volto di Dio è quello del Cristo che venne a prendersi i peccati e i dolori del mondo su di se. Se Dio è il bene come può venire il male da Lui, tutto il male è venuto dall'andare contro il bene, il peccato ha introdotto la morte, il dolore, la sofferebza. Se si guarda intorno trovi tanta sofferenza provenienti dai nostri peccati.
  • K. Lear il 14/06/2009 20:32
    Effettivamente quella frase non l'ho capita bene neanche io.. Comunque, molta gente pensa che essere cristiano voglia dire soltanto fare i "bravi" e stare alla larga dal male.. Questa mi sembra una versione sbiadita del cristianesimo. Il mio sentire mi dice che il seguace di Cristo è un placido guerriero dell'anima, disposto anche a soffrire per il suo amore più grande, Cristo (che poi si identifica nell'umanità tutta).. Forse quella frase voleva dire che nella sofferenza è più forte il nostro richiamo verso Cristo..
  • Giuseppina Iannello il 14/06/2009 18:08
    Molto bella e profonda. 5stelle.
  • Anonimo il 14/06/2009 14:56
    GRANDE loretta!!!!!
  • Vincenzo Capitanucci il 14/06/2009 14:50
    Anche un semplice amico... darebbe pane a chi chiede pane... figuriamoci... il Dio dell'Amore...

    Bellissima L'or... il regno di Dio... è il regno dell'Amore Assoluto...
  • Dolce Sorriso il 14/06/2009 14:23
    mi hai fatto riflettere...
    ma devo ancora neditare un pò...
    bella poesia
    un abbraccio

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