accedi   |   crea nuovo account

Il colore della tua pelle

Un giorno camminavo per la strada
quando ho visto alcuni esiliati
di colore, seduti su un muretto,
di fronte a loro un ristorantino
con dei tavoli all’aperto.

Essi non facevano nulla di male
e io mi sono fermato a parlare con loro.
Quando si è avvicinato un uomo
con la pelle bianca, come la mia
e con fare arrogante e prepotente,
ha detto loro di allontanarsi
perché davano fastidio a chi mangiava.

La mia rabbia è esplosa, l’ho chiamato razzista
e in quel momento mi sono vergognato
di essere bianco, di essere cristiano.

Mi sono vergognato di come possano esistere
persone che si credono di poter decidere
dove devono stare queste povere persone
che hanno già una vita amara
lontani dalle loro case e dalla loro patria.

Essi si sono dimenticati che i loro avi espatriarono
cercando nel mondo quella speranza
di dare alle loro famiglie di che sopravvivere,
e per colpa loro la parola Xenofobia
al giorno d'oggi continua a esistere.

 

0
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • loretta margherita citarei il 18/06/2009 15:08
    purezza di cuore e sensibilità , sono le tue caratteristiche, piaciuta molto
  • Anonimo il 18/06/2009 14:47
    .. fai sempre riflettere Marcello..
    bravo
    Aurora
  • Cinzia Gargiulo il 18/06/2009 13:02
    Oggi ci suono tante nuove forme di razzismo mentre ci si riempie la bocca con parole come INTEGRAZIONE e INTERCULTURA... Contraddizioni dell'uomo...
    Bravo, fai sempre riflettere.
    Un abbraccio

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0