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Così p'arintuzzo

Amichi mia belli,
e qui nun ce semo,
m'aspetto li duelli,
v'assicuro nun li temo.

Er vecchio Salustri,
s'ariggira nella fossa,
si passi là vicino,
poi sentinne puro l'ossa.

E quà er Romano,
è diverso ne li modi,
si scrive un siciliano,
e l'antro ch'è de Todi.

Ma mi riccomanno,
oh! Io scrivo p'arintuzzo.
Io a di nun ve le manno,
nun sò carogna io nun puzzo.

Per carità roba de talento,
fine sciccheria,
però Pasquì un momento,
Roma è roba mia.

Ma visto er fatto,
che scrivete Romano per amore,
che sete forestieri me ne sbatto,
sete Romani drento ar Core.

 

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