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Persi

In un fondo di bottiglia,
come solitari vermi di mescal,
con cuori a scheletro
e anime fantasma,
vaghiamo dentro notti
senza nessun nome,
cercando vane risposte
nelle viscere crude
di un ormai grigia città.
Tela di ragno
d'acciaio e cemento,
aggroviglio di lusso e miseria,
una grande fogna incravattata,
dove la nuova crisi
vaga persa
in un consumismo frenetico

 

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8 commenti     0 recensioni    

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8 commenti:

  • Alessandro Negri il 02/06/2010 15:33
    Si, assolutamente ragione
  • augusto villa il 14/07/2009 23:25
    Piaciutissima e veramente sentita... Complimenti... Bella l'immagine della nuova crisi... che vaga persa... Bravissimo.
  • Solo Aivlis il 01/07/2009 10:06
    Fantastica!!!!
  • Vincenzo Capitanucci il 24/06/2009 09:30
    Grigia mente... in tele di pensieri... una città... di consumismo frenetico...

    Molto bella... Andrea... mescal-ito... d'un anima... in visioni... fantasma... di fogne incravattate...
  • Anonimo il 24/06/2009 00:21
    intensa, ben scritta e pienamente condivisa... la città è una prigione... dorata per alcuni... maledetta per altri... e l'uomo non è che un automa che nella sua brama di apparire si perde istante dopo istante in un fondo di bottiglia... non ha più il coraggio e la voglia di guardarsi dentro... non sa più ascoltare... condividere e la cosa più triste ha messo il bavaglio alle sue emozioni... La crisi c'è... ma per molti è un alibi per fuggire lo specchio dell'anima
  • Fernando Biondi il 23/06/2009 20:59
    hai perfettamente ragione, bella poesia
  • Anonimo il 23/06/2009 19:56
    bellissima
  • loretta margherita citarei il 23/06/2009 19:31
    tema della invivibilità della citta piaciuta

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