Il nemico non si vede
e si ingarbuglia la matassa, il gomitolo
scorre nell’acqua tiepida, è come un gioco
di tutti contro ciascuno
e prima o poi i ciascuno saremo tutti
perché la ricchezza aiuta chi è ricco
il potere è dalla parte del potere
alla miseria aiuta la miseria
è una guerra tra bande, una guerra di stirpe.
E il nemico non si vede…
Chi attacchi, chi fronteggi, chi protesti??
Prima il nemico era il prepotente, l’esecutore, l’assassino
chi aveva tutto e non dava a nessuno
chi proibiva, proibiva, proibiva
il feudatario, il gerarca, l’inquisitore
estorceva, estorceva, estorceva
un nemico localizzato.
Come sigilli di sughero
a belle e spumeggianti
bottiglie di champagne
ora permettono che da soli ci priviamo di valore, di autenticità
il lavoro (,,, che nobilita l’uomo si diceva!!)
ora l’unico…che mobilita l’uomo nel suo andirivieni precario.
Ma noi dove siamo finiti?
Veramente la nostra vita è il nostro lavoro...??
Lo sforzo di essere sempre all’altezza
all’altezza di poter essere
di più
di più
di più di un altro
per sopraffare;
vuol dire che chi prima combattevi
ora vuoi essere
la rivoluzione non vale una cicca, la rivolutio è stata un’ipocrisia.